A FIRENZE UN CARTELLONE D’INIZIATIVE CONTRO L’OMOBITRANSFOBIA

Organizzato dalla Chiesa Protestante Unita (luterani), dalla Chiesa Anglicana e dall’Associazione Love My Way

La Chiesa Protestante Unita (luterani di lingua italiana), la Tradizione Veterocattolica nella Chiesa d’Inghilterra (anglicani) e l’Associazione LGBTQIA*+ di Promozione Sociale “Love My Way” organizzano a Firenze presso la Società Ricreativa “L’Affratellamento di Ricorboli” (Via G.P. Orsini, 73) il cartellone della settimana di lotta e di preghiera contro l’omobitransfobia dal 16 al 21 maggio con il titolo “Nell’amore non c’è paura”, versetto biblico tratto dal quarto capitolo della prima lettera di Giovanni. Il cartellone si inquadra negli eventi patrocinati dal Comune di Firenze sotto il titolo “Diritto(i) di essere”. Le iniziative avranno luogo in presenza (distanziata secondo le norme contro il COVID) nella saletta del terzo piano dell’Affratellamento e on-line in diretta sulla pagine Facebook di Agape Tv (https://www.facebook.com/agapetv1) e registrate nel canale YouTube Chiesa Protestante Unita Nazionale.

Si parte domenica 16 maggio alle ore 15 con il Workshop “Bioetica: etica delle relazioni e dell’affettività” con gli interventi del rev. Andrea Panerini (Chiesa Protestante Unita) e di esponenti dell’Associazione “Famiglie Arcobaleno”. Modera il diacono Giampaolo Pancetti (Chiesa Anglicana). Lo stesso giorno nello stesso luogo alle ore 18.30 avrà invece luogo la Funzione ecumenica per le vittime dell’omobitransfobia e i loro persecutori con liturgia e predicazione a cura del rev. Andrea Panerini (Chiesa Protestante Unita) e del diacono Giampaolo Pancetti (Chiesa Anglicana).

Martedì 18 maggio alle ore 20 avrà luogo la presentazione del volume di Andrea Panerini “Il ragazzo del centurione. Orientamenti sessuali e fede cristiana” (Palermo, La Zisa, 2021). Dopo il saluto di Luigi Mannelli (Presidente dell’Affratellamento) interverranno il pastore Saverio Scuccimarri (Chiesa Avventista, Decano Facoltà Avventista di Teologia), Marco Filippini (Presidente Associazione LGBTQIA*+ “Love My Way), il diacono Giampaolo Pancetti (Chiesa Anglicana) e Barbara Caponi (Presidente Ireos – Comunità Queer Autogestita Firenze). Modera Marta Torcini (Moderatore Presbiterio della Chiesa Protestante Unita Firenze).

Venerdì 18 maggio sempre alle ore 20 il cartellone si conclude con una tavola rotonda sul tema “Gpa: un confronto tra etica laica e cristiana”. Le problematiche emerse nel dibattito pubblico circa la Gestazione per altri (da molti media ribattezzata, non senza approssimazione, “utero in affitto”) verranno qui trattate senza i preconcetti ideologici di una certa polemica politica. Dopo il saluto di Luigi Mannelli (Presidente dell’Affratellamento) interverranno il rev. Andrea Panerini (Chiesa Protestante Unita), Pietro Bigozzi (Vicepresidente Associazione LGBTQIA*+ “Love My Way”), Marta Torcini (giurista, Moderatore Presbiterio della Chiesa Protestante Unita Firenze), l’avvocato Luca Giacomelli (Ph.D. in diritto costituzionale e comparato ed esponente dell’Associazione “Rete Lenford”), mons. Alfredo Jacopozzi (Chiesa Cattolica Romana, Direttore Ufficio Cultura Arcidiocesi di Firenze) e il diacono Giampaolo Pancetti (Chiesa Anglicana).

L’ingresso a tutti gli eventi è libero nei limiti di capacità della sala secondo le norme di prevenzione contro il COVID.

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA ADERISCE E PARTECIPA AL TOSCANA PRIDE DI PISA

FIRENZE – Il Decanato Nazionale della Chiesa Protestante Unita e la comunità locale “Agape” di Firenze aderiscono al Toscana Pride che si svolgerà il prossimo sabato 6 luglio a Pisa con la sfilata a partire dalle ore 16. Il Decano nazionale, Rev. Dr. Andrea Panerini – la cui autorità corrisponde all’incirca a quella di un vescovo nazionale per come è descritto nel Nuovo Testamento – rimarca l’importanza di questa adesione e indirizza la sua solidarietà alla comunità LGBTQ vittima di reiterati attacchi nelle ultime settimane. «Aderiamo con forza e convinzione al Toscana Pride di Pisa, manifestazione tanto più necessaria in quanto si svolge in un periodo molto triste e inquietante per i diritti individuali, sociali e umani in Italia e in Toscana» ha dichiarato Panerini. «Sono triste e inquietato del fatto che le amministrazioni comunali di Pisa e Piombino – recentemente passate ad un colore politico di destra estrema – abbiamo ritirato il proprio patrocinio anche in quanto piombinese di nascita mentre rilevo positivamente il fatto che il Sindaco di Firenze dopo anni di incomprensibili dinieghi abbia deciso di far sfilare il gonfalone del Comune capoluogo della Regione per quanto sui diritti civili e non tutti i partiti, anche quelli che governavano in precedenza hanno delle pesanti responsabilità» prosegue il Decano della Chiesa Protestante Unita. «In passato ho anche avuto delle personali remore sulla partecipazione da cristiano a queste manifestazione, pensando che non siano i luoghi più appropriati per una evangelizzazione e un discorso religioso. Alcuni dissensi restano, come per la Gpa (Gravidanza per altri) che il nostro Sinodo del 2018 ha dichiarato di non condividire e per alcune impostazioni politiche ed organizzative, ma ci siamo convinti che il Pride sia comunque un luogo di incontro, discussione, liberazione e libertà con tante componenti che vengono da posti lontani e che convergono per i diritti e la dignità degli esseri umani, argomenti a cui nessun cristiano in coscienza può rimanere insensibile. Ho sempre respinto le offese e le obbiezioni su presunti “carnevali” e “oltraggi al pubblico pudore” che esistono solo nella menti bigotte che ben poco hanno assimilato dell’insegnamento di Gesù Cristo e che invece assistono impassibili alla perdita in mare di vite umane con responsabilità dei governanti.»
Il Decano Panerini sarà presente alla sfilata con una delegazione della Chiesa toscana e altri simpatizzanti. «Nostro Signore ci ha detto: “Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6) e fin quando i Pride saranno manifestazioni contro la violenza verso gli esseri umani e il Creato, contro il capitalismo e l’oppressione e a favore della dignità di ciascuno e ciascuna noi ci saremo con la nostra presenza critica», conclude Andrea Panerini.

La Chiesa Protestante Unita – denominazione luterana di lingua italiana, conservatrice nella dottrina e progressista nell’etica – ha cinque comunità locali dal nord al sud d’Italia e alcune centinaia di aderenti.

IL 31 OTTOBRE PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO LIBRO DI ANDREA PANERINI

Mercoledì 31 ottobre verrà presentato in anteprima nazionale il nuovo libro di Andrea Panerini «Semper Reformanda? Per un (nuovo?) protestantesimo» (La Bancarella editrice, 2018) nell’ambito dell’iniziativa «Passato e futuro della Riforma protestante» che avrà luogo, appunto, il 31 ottobre prossimo alle ore 19 presso il Circolo Teatro L’Affratellamento di Ricorboli in via G.P. Orsini, 73 a Firenze (zona Gavinana – Firenze Sud). Vi sarà un saluto e contributo di Luigi Mannelli, presidente de “L’Affratellamento”, presenterà e modererà Marta Torcini, moderatore del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze. Interverranno, oltre all’Autore, anche Marco Lazzeri, dell’Associazione “Vivere l’Etica”, don Raffaele Palmisano, parroco di S. Maria a Ricorboli e Gabriele Sbrana, storico.
L’evento è organizzato dalla Chiesa Protestante Unita di Firenze, dalla Società Ricreatica “L’Affratellamento” di Ricorboli Circolo ARCI, dal Centro Culturale Evangelico “Buon Pastore”, dall’Associazione “Vivere l’Etica” e dal John Knox Institute di Lugano.

Questo volume vuole essere una seria, schietta e anche dolorosa analisi di quello che oggi è il protestantesimo “storico” (ovvero quello che si richiama ai Riformatori del XVI secolo e a talune correnti del Risveglio quali il metodismo) in Italia. Un’analisi critica che, al tempo stesso, vuole dare una visione propositiva, la stessa visione propositiva che mi ha animato, assieme a molti altri fratelli e sorelle, nella costituzione della Chiesa Protestante Unita. Questo volume non è un documento ufficiale né del Concistoro né, tanto meno, del Sinodo della Chiesa Protestante Unita, ma desidera essere un contributo personale per dare un quadro della situazione, unito a ciò che di nuovo si può fare, a quello che si può recuperare dalla spiritualità dei Riformatori e della Chiesa antica, anche queste realtà che, come ogni storico ben sa, non sono state scevre da problemi, scismi, personalismi e controversie. (dalla Premessa)

Andrea Panerini è nato a Piombino (Livorno) nel 1983 e risiede a Firenze. E’ laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Firenze e in Teologia presso la Facoltà Valdese di Roma. Pastore e Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, denominazione luterana di lingua italiana, è Direttore del Dipartimento di Studi biblici e teologici del John Knox Institute di Lugano e, nello stesso istituto, è docente di Storia della Chiesa e di Teologia pratica. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia e saggistica tra cui “Litanie arabe” (La Bancarella, 2010), il saggio storico “Elementi così sospetti e poco desiderabili” (La Bancarella, 2012) e il pamphlet “Italia, paese cristiano?” (La Bancarella, 2012) È considerato uno dei massimi esperti del pensiero religioso di Mazzini in Italia ed ha pubblicato numerosi volumi di saggistica e di poesia tra cui segnaliamo la curatela dei volumi di Mazzini «L’Italia, l’Austria e il Papa» (La Bancarella, 2005) e «Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi» (Claudiana, 2011), il capitolo “Il Dio di Mazzini” nel volume «Mazzini. Vita, avventure e pensiero di un italiano europeo» (Silvana, 2013) curato da Giuseppe Monsagrati e Anna Villari oltre all’ultimo volume «Mazzini e Lamennais. La spiritualità del Progresso» (La Bancarella, 2016). Nel 2016 ha anche pubblicato “Fede cristiana e orientamenti sessuali” per i tipi dell’editrice calabrese Doxa. Ha diretto dal 2006 al 2015 la rivista “Il libro volante” e nel 1999 ha fondato la rivista “Il Foglio Letterario” assieme, nel 2003, alle Edizioni Il Foglio. E’ Direttore editoriale delle Edizioni Buon Pastore (EDB) di Firenze e dirige, per l’editrice La Bancarella, le collane “Opere dello Spirito” e “Mazziniana”.

Per ordinare il libro:
– scrivere all’editore: labancarella@aruba.it
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– Libro CO. Distributore in Toscana ed Umbria
– a Firenze presso la Libreria Claudiana di Borgo Ognissanti.

DOMENICA 23 SETTEMBRE A FIRENZE IL SERVIZIO DIVINO PER GLI ANIMALI E IL CREATO

Domani alle ore 16 presso l’area cani dei Giardini di Via del Mezzetta (Coverciano) avrà luogo il Servizio Divino per gli animali e il Creato, iniziativa di culto pubblico organizzata dalla Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze, giunta alla quarta edizione e che intende recepire le direttive del Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) circa il “Tempo del Creato”. Predicherà il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, Rev. Andrea Panerini.
«Il cristianesimo è generalmente visto come una religione di dominio dell’uomo sul Creato e sugli animali – dice Marta Torcini, Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze – ma noi invece sappiamo che la Bibbia dà delle precise indicazioni: il Creato appartiene a Dio, come tutti gli animali e noi esseri umani, all’umanità è attribuita una funzione di amministrazione e abbiamo davanti agli occhi i risultati disastrosi di questa gestione umana. Il capitalismo ha sempre più acuito i già difficili rapporti tra persone umane e persone animali, sfruttando i più deboli da ambo le parti. La nostra annuale iniziativa – conclude Torcini – vuole ribadire che non tutte le Chiese sono uguali, che è possibile un cristianesimo ecologista ed animalista, che gli animali partecipano alle tribolazioni ma anche alla salvezza del Creato.»

IMPORTANTE INTERVISTA DEL DECANO ANDREA PANERINI SU “NOTIZIE CRISTIANE”

(Ringraziamo il sito NotizieCristiane.com per l’intervista e il servizio offerta alle comunità cristiane) red.
Abbiamo il piacere di pubblicare l’intervista esclusiva  al Reverendo Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, Membro dell’International Council of Community Churches (ICCC) e del Consiglio ecumenico delle Chiese (WCC).
La Chiesa Protestante Unita è una denominazione evangelica nata in Italia da qualche anno dalla confluenza di comunità e fedeli provenienti da esperienze di fede diverse nell’ambito del protestantesimo italiano che si sono riuniti per dare vita a una nuova esperienza ecclesiale che intende proporre un modello di Chiesa protestante orizzontale e lontano dalla Chiesa-istituzione in cui si sono rifugiate molte denominazioni “storiche”. Allo stesso tempo è una Chiesa in cui convivono tradizioni e riti diversi (luterano, presbiteriano, metodista, anglicano) che fanno riferimento alla Riforma del XVI secolo e convivono insieme nel concetto di unità nella diversità. Attualmente è presente nel territorio nazionale con comunità a Firenze, Terni, Roma e Milano.
– Cosa rappresenta oggi la Chiesa Protestante Unita?
La Chiesa Protestante Unita rappresenta oggi una piccola denominazione che si vuole porre all’avanguardia del cambiamento della teologia della Riforma “storica” rigettando deviazionismi di matrice liberale ma allo stesso tempo con una etica progressista basata sulle Scritture e non sulle mode del momento e su convenienze politiche poiché siamo nel mondo, ma non siamo del mondo. Abbiamo più sensibilità religiose al nostro interno, quella prevalente è di matrice luterana ma vi sono consistenti “iniezioni” di metodismo e crediamo che le differenze denominazionali storiche tra Chiese che guardano alla Riforma del XVI secolo e al primo rinnovamento, come quello di Wesley, oggi davvero abbiano poco senso. Come dice il motto di Agostino: “Unità nelle cose necessarie, nel dubbio libertà, in ogni cosa carità”.
– Quali sono i vostri rapporti con la Chiesa Valdese e le altre Chiese “storiche”
Innanzitutto premetto che la nostra non è stata una “scissione” perché tuttora i fedeli delle nostre comunità che vengono dal valdismo e dalle altre Chiese “storiche” sono una piccola minoranza, magari vi è più rilevanza negli organismi dirigenti Come tale tuttavia è stata percepita e tuttora non vi è nessun rapporto ufficiale voluto né da noi né da voi con la Chiesa valdese e con la FCEI, nonostante una nostra domanda di dialogo e una domanda di essere “osservatori” nella FCEI che ha dovuto aspettare circa un anno per avere una risposta negativa di tre righe dal pastore Negro che ci diceva che “non avevamo rapporti fraterni con le Chiese membro della FCEI), ma potremmo dire che loro non hanno voluto rapporti con noi e che non avevamo “segnalato correttamente” le nostre affiliazioni ecumeniche. Nonostante questo siamo in buoni rapporti con settori della Chiesa avventista e dell’Esercito della Salvezza mentre con la Chiese Evangelica Luterana in Italia (CELI), che sono i luterani di lingua tedesca (tranne rari casi di culto in italiano e che sono finanziati dalla EKD, la Chiesa evangelica tedesca e hanno stipendi pastorali e fondi che gli italiani si sognano), il problema di fondo è che noi ci definiamo, tra le altre cose, “Chiesa Luterana di lingua italiana” e questo loro non l’hanno mai accettato, come se le parole “protestante” o “luterano” avessero un copyright. Anni fa mi ricordo di una diatriba simile sul nome “metodista” con la Tavola valdese che ne reclamava l’utilizzo esclusivo e un gruppo di fuoriusciti triestini cedette per evitare una causa legale.– E se la CELI minacciasse una causa per l’utilizzo del termine “luterano”?
Facciano loro, noi abbiamo un agguerrito ufficio legale che si avvale, tra l’altro, di due professori universitari emeriti di Diritto ecclesiastico. Spero, nel minimo di spirito di fratellanza, che si evitino queste cose penose.

– Quale è stato il tuo percorso dentro la Chiesa valdese, negli studi di teologia e perché alla fine, sei stato messo alla porta e sei finito in una nuova Chiesa che hai contribuito a fondare, la Chiesa Protestante Unita?
Ero affascinato dalla storia e da quello che sapevo del pensiero valdese. Per brevità salto gli anni precedenti alla mia entrata alla Facoltà di Teologia (nei quali comunque ho frequentato una comunità valdese, quella fiorentina, fredda, litigiosa, non accogliente, con molte maldicenze nei confronti di diverse persone e non accogliente verso le persone omosessuali come poteva sembrare da fuori). Per quanto riguarda la Facoltà valdese posso dire che è stato un ambiente tossico, per nulla fraterno, dove vi erano pochissime occasioni addirittura per pregare insieme, pieno zeppo di invidie e maldicenze, docenti freddi e, per quanto da me visto, per nulla devoti alla Parola di Dio come tale: l’esatto contrario delle esortazioni sulla comunione fraterna  che l’Apostolo Paolo ci indica nelle sue lettere. Mi hanno trasmesso buone competenze tecniche teologico-bibliche ma non certo il fervore del predicatore che deve trasmettere la perfezione dell’amore (citazione da Wesley, figura che per me rappresenta, assieme a Lutero, molto per la mia vocazione al ministero). Sono stati i quattro anni più brutti della mia vita se si esclude il periodo della morte di mio padre e della malattia di mia madre. Giravano addirittura voci (non solo da parte di altri studenti ma anche di noti e importanti professori) che fossi membro della massoneria (perché una rivista legata al Grand’Oriente aveva pubblicato una recensione su un libro di Giuseppe Mazzini da me curato ed edito tra l’altro da Claudiana, l’editrice valdese) e che fossi sieropositivo (forse perché associavano l’omosessualità a questa terribile malattia come trent’anni fa e perché sono invalido civile per una serie di altre patologie). La prima notizia era completamente falsa, la seconda non li riguardava e non riguarda nessuno perché è un fatto personale e non si vede come possa interferire con il ministero pastorale ma sono sicuro che hanno, assieme alle mie posizioni che vi racconterò di seguito, influito non poco sulla decisione di mettermi alla porta: in quel periodo ho notato anche una inserviente che veniva a fare le pulizie nella mia stanza che frugava nei cassetti della mia scrivania in cerca di chissà quali compromettenti prove. Nelle comunità della Chiesa Protestante Unita vi sono diverse persone sieropositive che sono accolte come tutte le altre, non hanno nulla di più o di meno degli altri fratelli e sorelle di Chiesa e sarebbe l’ora di smetterla di discriminare persone malate e invalide e spesso più credenti e sensibili di noi e sono orgoglioso che il 1° dicembre di ogni anno (Giornata mondiale contro l’HIV/AIDS) la nostra Chiesa distribuisce preservativi gratuitamente come prevenzione alle malattie a trasmissione sessuale, Per i valdesi che fossi sieropositivo o meno evidentemente era importante (nonostante le loro buoniste pubblicità per ottenere l’8 per mille) per la mia attuale Chiesa no: non me l’hanno domandato e non credo sia giusto rispondere (che una persona lo sia o meno) a una domanda del genere a meno che non vi sia una volontà di rendere note cose totalmente private. Poi, a dispetto di tutte le propagande, la Chiesa valdese è in gran parte omofoba ma nasconde questo aspetto per motivi economici, d’immagine e d’indifferentismo religioso. Non esagero nel dire che almeno la metà di tutti i pastori valdo-metodisti siano atei o agnostici e facciano questo (che loro considerano un mestiere) solo per lo stipendio (piccolo ma sicuro) e i numerosi benefit.

– Ma oltre a queste beghe nella Facoltà e a presunte malattie, cosa ha spinto gli organismi valdesi a sbarazzarsi di lei?
La Facoltà teologica nel mondo valdese ha molto peso nella scelta dei nuovi pastori. Scusami se mi dilungo in questa mia storia personale, ma penso sia importante che si sappia come funzionano le cose in Chiese che si mettono sul piedistallo da sole per ricevere, tra l’altro molti milioni di euro di otto per mille.

Se un professore pensa che tu non sia adatto a fare il pastore, questo conta più della relazione di un Consiglio di Chiesa sul tuo tirocinio pastorale. E io di tirocini ne ho fatti diversi: due anni alla Chiesa Metodista di Roma di via XX settembre, due anni alla Chiesa metodista di Terni (dove più che tirocinante ero il vero pastore già in servizio visto che il titolare, ex professore di teologia, non si era mai visto e soggiornavo tutte le settimane non appena finivano le lezioni a Roma), una estate alla Chiesa valdese di Bobbio Pellice, un’altra alla Chiesa metodista di Vicenza. Tutti giudizi elogiativi sul mio operato pastorale da parte dei fedeli e dei competenti Consigli di Chiesa. E infine sei mesi alla Chiesa valdese di Milano dove sono restato anche tutta l’estate per garantire le ferie ai pastori titolari e dove, il penultimo giorno di servizio, mi arriva la lettera di benservito con motivazioni risibili sul mio carattere poco malleabile, sulla mia propensione a indossare una toga (un pastore o un aspirante tale cosa dovrebbe indossare?). Ma penso che sia stato proprio il mio poco malleabile carattere unita alla mia discendenza non valdese (perché i valdesi di famiglia sono di serie A in quella Chiesa e i convertiti dal cattolicesimo sono feccia o poco di più) ad aver costituito il motivo decisivo. Io facevo parte del Collegio Accademico della Facoltà come rappresentante degli studenti e uno studente dell’est Europa (con una teologia tra l’altro non lontanissima da alcune chiese pentecostali “moderate”) fu espulso per una presunta violenza su una visitatrice americana. L’organismo di cui facevo parte non aveva alcuna competenza per prendere una decisione del genere ma lo fece, in assenza di una denuncia alla Procura della Repubblica, in assenza della presunta vittima e del presunto assalitore o di loro testimonianze scritte, video o audio, a mesi di distanza dalla presunta violenza, senza nessuna prova tangibile ma solo con una pastora dell’UCEBI (lo studente era battista) che riportava a modo suo le dichiarazioni della presunta vittima e semplicemente affermando che quando una donna accusa, l’accusa è sempre valida (cosa che l’attuale pastora residente a Firenze Letizia Tomassone – e attuale assistente universitaria –  ci aveva detto in una lezione del suo corso di “Teologia di genere”). Io parlai rimarcando la mancanza di giurisdizione del nostro organismo, invitando a distanza la presunta vittima eventualmente a rivolgersi alle autorità secolari e dicendo che stavano istruendo un processo canonico peggiore del Sant’Uffizio. Ovviamente fui l’unico che votò contro l’espulsione di questo studente e fui verbalmente linciato. Lo stupro di una donna è una cosa orribile, ma anche il modo in cui questo studente fu espulso senza potersi difendere lo fu. Poi, per farla più breve, quando ho avuto modo di votare nel Sinodo valdese ho votato più volte in maniera contraria all’indicazione di voto dell’attuale Moderatore della Tavola Eugenio Bernardini, una volta, con una mia mozione, rischiai di mandarlo in minoranza. Ero frocio, vi erano voci sulla mia appartenenza alla massoneria e su una ipotetica sieropositività e soprattutto non ero manovrabile e non stavo zitto (come non sto zitto tuttora) quando vedo qualcosa che non va. Non ero certo adatto a loro che evidente vogliono dei mediocri e obbedienti burocrati e non dei pastori.

– Cinque anni fa la redazione di Notizie Cristiane si occupò della linea della Chiesa Valdese in Italia, in riferimento alla presa di posizione degli anziani che erano contro al modernismo entrato nella Chiesa Valdese. A tutta risposta i rappresentanti della Chiesa Valdese risposero che in quella lettera le posizioni mosse dagli anziani erano solo a titolo personale.

Se non fosse una dolorosa lacerazione, verrebbe da ridere. La lacerazione fu un manifesto che il gruppo che fa riferimento al sito “Valdesi.eu” aveva rivolto al Sinodo contro la benedizione delle coppie omosessuali. Io stesso, che ero favorevole a queste benedizioni, trovai affrettata la decisione del Sinodo di approvarle senza una vera e paziente discussione nelle comunità, specialmente quelle con una maggioranza di fratelli e sorelle immigrati. E dissi anche, e lo ritengo tuttora, che fu un grosso errore non permettere ai promotori di quell’appello di poterlo spiegare in Sinodo, a prescindere dalle posizioni individuali. Ero verbalista in quel Sinodo  e quindi nelle postazioni della Presidenza e affermo che quel Sinodo fu all’insegna dell’autoritarismo, della confusione e del mancato rispetto delle regole. E non fu l’unico negli anni a cavallo tra il primo e il secondo decennio del XXI secolo.
Non ero d’accordo con nessuna parola di quell’Appello ma era giusto che quei fratelli e quelle sorelle potessero esprimere le loro posizioni, inoltre il dispositivo del documento che autorizzava le benedizioni era scritto male, raffazzonato, senza coerenza teologica e insufficiente nelle citazioni bibliche favorevoli a quelle benedizioni: fu una decisione politica con entrambi gli occhi rivolti ai media. Poi, l’unica cosa che condivido con quei fratelli e sorelle che ora sono confluiti in Antichi Sentieri Valdesi (quindi diciamo loro usciti a destra, io uscito a sinistra) è il rifiuto di gran parte della teologia liberale: sulla dottrina sono un conservatore anche se a favore di una esegesi biblica storico-critica, un barthiano, e non ne ho mai fatto mistero, nell’etica dico che non tutto è scritto nella Bibbia di ciò che accade nel mondo moderno.
– Alla luce di questa tua nuova esperienza con la Chiesa Protestante Unita come vi collocate su posizioni come il matrimonio Lgbtq, la cultura gender, l’aborto e il pastorato alle donne?
Nella nostra Dichiarazione di Fede dichiariamo che i diversi orientamenti sessuali che la fecondità creatrice di Dio ha fatto sono tutti nell’ordine della Creazione, quindi noi abbiamo sempre sposato coppie omosessuali e ammettiamo pastori omosessuali, trans e donne. E’ una scelta presa dopo anni di studi sulla Scrittura, sul suo contesto storico-critico e nella cura pastorale delle persone. Si può essere d’accordo o meno, ma è stata una scelta ponderata, considerando la Bibbia anche nei versetti che appaiono negativi, e senza frettolosità mediatiche e politiche.
Sulla “cultura gender” il discorso è più articolato. Primo, non esiste nessuna “cultura gender”, nessuna Spectre mondialista che vuole imporre i diritti LGBTQ: questa è una invenzione di alcuni estremisti. Lo stesso movimento LGBTQ è estremamente diviso e frastagliato al proprio interno in Italia e altrove anche per esempio sulla GPA (Gravidanza per Altri), comunemente detto Utero in affitto. La parte più capitalista del movimento la vuole come proprio “diritto umano” (il che è assurdo) mentre la parte anticapitalista e molte femministe la respingono e la nostra Chiesa pure, come si evince da un atto del nostro ultimo sinodo che condanna la GPA come sfruttamento del corpo femminile e mercimonio di bambini. Esiste semmai una sedicente “teologia queer” che è un’estremismo della teologia liberale e che ritengo dannosa e del tutto fuori strada. Si possono difendere le coppie omosessuali senza violentare la Scrittura” e senza fare i sessantottini del caso. Una salda dottrina protestante che conservi il necessario può ammettere, con le opportune spiegazioni teologico-bibliche, i matrimoni gay.
Sull’aborto siamo, come credo tutte le Chiese cristiane, contrari ma vediamo favorevolmente al fatto che lo Stato abbia una legge che regolamenti il fenomeno senza “far west”. Semmai come cristiani ci dovremmo fermare a riflettere sul perché una donna decide di abortire: povertà, abbandono, ingiustizia sociale, insufficiente educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole, nelle famiglie e nelle Chiese, per esempio.

– Quantunque le posizioni di Notizie Cristiane sono diametralmente opposte alla vostre su alcuni temi da voi affrontati, quali sono gli obbiettivi prefissati per i prossimi anni alla luce di una “tiepida” fede che avanza? Come si possono costruire ponti e abbattere steccati con le belle e sane realtà pentecostali alla luce dell’ultimo Sinodo svoltosi nel mese scorso?

Uno dei temi principali del nostro scorso Sinodo è stata l’evangelizzazione: noi abbiamo pochi mezzi finanziari ma quello che deve cambiare è l’atteggiamento mentale. La Chiesa non deve fare “anche” evangelizzazione ma “soprattutto” evangelizzazione. E soprattutto verso i giovani che sono bombardati non tanto dalla fantomatica “ideologia queer” ma dal messaggio che il capitalismo è giusto, fregartene del prossimo è giusto, l’abuso della scienza è giusto, il confidare solo nella scienza e non in Cristo Gesù sia giusto. Queste sono le vere sfide da affrontare sia con i nuovi mezzi di comunicazione ma anche riprendendo in mano alcuni di quelli “vecchi”. John Wesley ha scritto più di 40.000 sermoni nella sua vita e ha cominciando predicando nelle bettole, nelle bische, nelle case di prostituzione. All’inizio è stato preso a male parole, picchiato, insultato ma poi ha convertito migliaia e migliaia di persone. Quindi predichiamo nelle strade, davanti alle scuole, alle università, agli edifici pubblici, alle case da gioco e ai bar che hanno le slot machines (la vera piaga del nostro tempo, forse ancora più perniciosa dell’alcool e delle droghe), sui tetti e in quelle che sono considerate “fogne” dalla società (non esclusi i locali e i club privati a sfondo sessuale). Se non portiamo noi l’Evangelo chi lo farà, e se non lo faremo come faremo a stare in pace con la nostra coscienza?
Sul rapporto con il mondo pentecostale posso solo dire che non sarà facile perché esso è molto frastagliato. Escluderei alcune chiese fondamentaliste e le ADI che non vogliono rapporti con nessuno, con le altre le nostre porte sono spalancate nella consapevolezza che il nostro modo di leggere la Bibbia e la nostra etica sono molto diversi, a volte antitetici. Ma se vi è buona volontà un modo, anche nei dissensi, di parlarsi, a mio parere si trova, quello che è mancato, nonostante le maggiori affinità teologiche, alla FCEI per loro motivazioni politiche. Soprattutto credo che su evangelizzazione e diaconia sia una ottima cosa cercare punti di convergenza e di mutuo aiuto oltre che di progetti condivisi. Preghiamo il Signore affinché sani tutte le nostre ferite e divisioni.
Pietro Proietto | © Notiziecristiane.com

«NO ALLA GPA, AD ESCLUSIVISMI DENOMINAZIONALI E ALLE POLITICHE MIGRATORIE DEL GOVERNO»

Il secondo Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha chiuso i lavori e vengono rese note le decisioni e gli atti

FIRENZE – Si è concluso il secondo Sinodo nazionale della Chiesa Protestante Unita che ha discusso di vari temi, tre dei quali hanno sovrastato gli altri: l’Evangelizzazione, i rapporti e ecumenici e la Gravidanza per altri (Gpa). Sull’Evangelizzazione il Sinodo ha preso atto delle attuali gravi difficoltà che percorrono la cristianità a partire da una diffusa ignoranza, anche tra i credenti, della Parola di Dio e dei principi basilari della dottrina cristiana invitando gli organismi esecutivi a realizzare strategie che non tengano solo conto dei pur importanti nuovi mezzi di comunicazione e social media ma anche un vero ritorno ai rapporti interpersonali nell’atto evangelizzatore.
Per quanto riguarda i rapporti ecumenici si è dovuta affrontare una serie di sgradevoli situazione di rifiuto e di ostilità da parte di altre denominazioni protestanti, si ritiene per la stessa natura della Chiesa Protestante Unita che si configura come una nuova frontiera del protestantesimo. Per evitare fraintendimenti ed esclusivismi confessionali, l’atto n.9 dichiara che «il Sinodo ribadisce che l’uso delle parole “protestante” e “luterano” non sono esclusive di nessuna chiesa od organizzazione, riguardando solo concezioni di fede. La Chiesa Protestante Unita si dichiara “Chiesa Luterana di lingua italiana” in conformità con la propria Dichiarazione di Fede del 2016 e le altre confessioni e documenti di fede contenuti nel proprio Statuto.» mentre sui rapporti con le altre chiese protestanti “storiche” con cui condivide pure la maggior parte dell’eredità di fede e dei documenti teologici, con un forte documento (atto n.11) «il Sinodo, alla luce dei recenti accadimenti, delle posizioni, insinuazioni e risposte ufficiose e scortesi, prende atto del rifiuto della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) e delle sue chiese costituenti alla nostra richiesta di avere uno status di “osservatore” nella loro organizzazione, con motivazioni non solo incomprensibili e poco fraterne, ma soprattutto  attualmente lontane dalle pratiche evangeliche, dalle posizioni della Sacra Scrittura e deviate dalle Confessioni di Fede della Riforma e dalle posizioni dei Riformatori. Ribadisce la fedeltà della nostra Chiesa alle Confessioni di Fede della Riforma e ai precetti evangelici. Il Sinodo reputa inoltre inutili e poco prudenti altri approcci con la FCEI e le sue chiese costituenti.» Dichiarazione che, sicuramente, rappresenta un fatto importante nel mondo evangelico italiano.
Parlando invece della Gravidanza per altri (Gpa), che, probabilmente, rappresenta l’elemento giornalistico di maggior interesse il Sinodo ha recepito in gran parte la corposa relazione della Commissione istituita lo scorso marzo su questo tema e  ha deliberato di non essere preconcettualmente ostile a questa pratica in sé ma alle modalità con cui viene applicata nel nostro mondo globalizzato e dominato dal capitalismo. L’atto n.18 infatti recita: «Il Sinodo, a proposito della Gravidanza per altri (Gpa), dichiara di condannare sempre e comunque lo sfruttamento del corpo delle donne e il commercio dei bambini, in ogni modo mascherato, e il sistema capitalistico come promotore di questo sfruttamento. Inoltre la Gpa è una pratica discriminatoria per via della questione di classe che esiste tra le coppie. Gli esseri umani non possono mai costituire parte di un contratto di compravendita. Il Sinodo, in ogni caso, esclude qualunque forma di discriminazione nei confronti delle coppie, soprattutto LGBTQ, che decidono di intraprendere questa via e soprattutto nei confronti dei bambini nati con questa pratica.»  Di seguito vi sono degli atti che appoggiano senza riserve l’adozione delle coppie dello stesso sesso e il matrimonio egualitario.
Infine, per quanto riguarda l’attualità politica, nel rispetto degli elementari diritti umani e valori evangelici, il Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha criticato in modo molto netto l’operato dell’attuale governo circa l’immigrazione: «Il Sinodo, considerata la politica dell’attuale Governo sugli esseri umani che attraversano il Mediterraneo per fuggire da guerra e povertà, deplora il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’operato del Governo tutto come opposto ai principi di solidarietà ed umanità e condanna l’uso partitico del Vangelo in un contesto politico che ne rappresenta le nemesi

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA ADERISCE AI GAY PRIDE DI SIENA E MILANO

IL DECANO PANERINI: «UNITÀ DEL MOVIMENTO LGBTQ, NO ALLE MULTINAZIONALI SPONSOR DEI CORTEI»

La Chiesa Protestante Unita, attraverso il suo Decanato nazionale, anche quest’anno ha aderito ai Gay Pride di Siena (Toscana Pride) e di Milano, seppur da una posizione critica su alcune questioni organizzative e di contenuto che, tuttavia, non inficiano la comunione con il movimento LGBTQ in questo difficile momento storico, politico e sociale. «Anche in questo 2018 la Chiesa Protestante Unita ha deciso convintamente di aderire e partecipare ai Gay Pride di Siena (Toscana Pride) e di Milano – dice il Rev. Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita – in un momento tanto difficile per i diritti civili e sociali e per la democrazia nel nostro Paese e queste manifestazioni, per noi, hanno questo primario compito, ovvero essere un presidio di democrazia e di civiltà. A questo si aggiungono giustamente le rivendicazioni del movimento LGBTQ come il matrimonio egualitario e l’adozione per le coppie dello stesso sesso, che appoggiamo in pieno. Abbiamo maggiori perplessità su questioni come la Gravidanza per altri (Gpa) su cui il nostro Sinodo nazionale dibatterà nella prossima sessione che avrà luogo a Firenze il 13 e 14 luglio prossimi, soprattutto per il possibile sfruttamento del corpo femminile: sappiamo che questo è un tema scottante dentro il movimento e che proprio sulla Gpa si sono consumate dolorose scissioni e accese discussioni. Noi – prosegue il Rev. Panerini – auspichiamo un confronto schietto e rispettoso delle posizioni di tutti e di tutte senza soluzioni aprioristiche ma con una pluralità di pensiero che dovrebbe essere la ricchezza dell’arcobaleno. Saremo ai Pride di Siena e di Milano per testimoniare l’Evangelo, ovvero che è possibile un cristianesimo inclusivo che considera tutti e tutte come figli e figlie di Dio nella radicalità del Vangelo e senza le ipocrisie di mezze e finte aperture di gerarchie retrograde che si fingono progressiste per vantaggio nel marketing religioso. Allo stesso tempo non ci disturberanno le drag queen, i transgender o le persone seminude (quello che eccita la curiosità morbosa di alcuni mass media) ma, soprattutto nel Pride di Milano (visto che in quello toscano i maggiori sponsor sono organizzazioni come Arci, Cgil, Uisp e Anpas), ci lasciano assai dubbiosi le sponsorizzazioni di multinazionali come Coca Cola, Ebay, Deliveroo, Microsoft, Google, Facebook, Amazon, Zurich e molte altre, che ci fanno capire come il pensiero unico del capitalismo – in nessun caso compatibile con l’etica cristiana – sia entrato anche in queste manifestazioni di lotta e democrazia che sono sempre state sia per i diritti civili che per quelli sociali. Questo ci rattrista molto e ci pone in una posizione critica rispetto ad alcuni organizzatori – conclude Panerini – ma non ci farà desistere in alcun modo dal portare il nostro punto di vista in cortei che auspichiamo plurali, colorati e pacifici.»

CASE POPOLARI SOLO AGLI ITALIANI: PER LA CHIESA PROTESTANTE UNITA IL SINDACO DI FIRENZE NARDELLA È SORDO ALLE ISTANZE CHE VENGONO DAL BASSO

FIRENZE – Di fronte alle dichiarazioni del sindaco Nardella che intende modificare i criteri di assegnazione delle case popolari privilegiando i residenti italiani da maggior tempo, la Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze ha rilasciato un duro comunicato.
«Queste dichiarazioni suscitano grave preoccupazione», ha dichiarato la presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze, dr.ssa Marta Torcini, «poiché sostituiscono al criterio della necessità quello della residenza, che risulta discriminatorio nei confronti di chi ha necessità gravi – figli piccoli, stato di disoccupazione, anziani conviventi a carico, ma si è trasferito in questo comune, magari per cercarvi un lavoro, da meno tempo di altri. Come cristiano non possiamo tacere: quello che preoccupa è che il sindaco Nardella, nelle sue dichiarazioni ponga l’accento sugli stranieri. Nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari ci sono infatti anche cittadini italiani provenienti da altri comuni o da altre regioni. Mettere l’accento sugli stranieri è quindi fuorviante perché, applicando il criterio della anteriorità della residenza, ad essere discriminati saranno sia gli stranieri che i cittadini italiani da meno tempo residenti nel Comune.»
Per di più un criterio temporale c’è già, quello della residenza del richiedente da almeno cinque anni, perciò non ci sono ragioni per intervenire proprio su questo, sottolineano dalla Chiesa Protestante Unita. E’ giusto, come sostiene il sindaco, che è necessario aiutare le famiglie che pur non avendo un punteggio sufficiente per avere l’assegnazione della casa popolare, tuttavia non arrivano alla fine del mese, ma ci sono altri modi: un sostegno economico per il pagamento dell’affitto, la fornitura di libri e materiale scolastico per i figli a carico del Comune, e altri che sicuramente l’Amministrazione conosce e utilizza.
«I criteri di assegnazione delle case popolari devono essere oggettivi e verificabili, e quello della necessità in base ai parametri attualmente in vigore lo è» prosegue Marta Torcini. «Ci dispiacerebbe che a motivare il sindaco fosse non l’interesse generale e verso le persone ma, in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, quello di ottenere consensi nell’elettorato della città che, alla luce dei risultati delle ultime elezioni politiche, si è indubitabilmente spostato verso posizioni di chiusura ai bisogni degli altri.»
«Questa città non ha bisogno di ulteriori motivi di conflitto. Con la sua sordità alle istanze che vengono dal basso, l’Amministrazione Nardella ne ha già provocati abbastanza: alta velocità, percorso della tranvia e taglio dissennato degli alberi ne sono un esempio. Invitiamo caldamente il sindaco a sanare questi conflitti che dividono e a ricucire il rapporto fra Amministrazione e i cittadini, che lui stesso ha contribuito pesantemente a lacerare. Oltre tutto rivedere quelle situazioni potrebbe portare l’Amministrazione a risparmi di denaro da destinare a interventi nel welfare del Comune. Si ricordi che i bisogni bruciano sulla pelle, italiana o straniera, bianca o nera, residente da più o meno tempo, allo stesso modo» conclude Marta Torcini.

STRAGE DI ALBERI A FIRENZE: LA CHIESA PROTESTANTE UNITA SI SCHIERA CONTRO LE POLITICHE DELL’AMMINISTRAZIONE

FIRENZE – «Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce la loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare.» Questa citazione da Brecht sembra essere il paradosso più vicino a quanto sta accadendo nella città di Firenze. Dopo decine di anni di incuria, l’Amministrazione comunale ha improvvisamente deciso di occuparsi del verde pubblico, con criteri che non si comprendono: ormai da mesi vengono infatti tagliate indiscriminatamente piante centenarie, sia sane che malate, effettuate potature che lasciano solo scheletri pronti non per una rigenerazione del verde ma per l’abbattimento, eradicazioni, in tutti i viali, strade, parchi e piazze. Interventi massivi, operati considerando gli alberi alla stregua di “arredi urbani”, come le panchine, le fontane e i pali della luce. «Siamo estremamente preoccupati per un intervento che non tiene conto del fatto che gli alberi sono esseri viventi, che contribuiscono alla qualità dell’aria in città, al clima e alla temperatura» dichiara la Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze e responsabile nazionale della tutela del Creato per la stessa Chiesa, dott.ssa Marta Torcini. «La giustificazione addotta dall’Amministrazione, la necessità degli abbattimenti per far posto ai cantieri della tranvia e dell’alta velocità, è per noi insufficiente a spiegare l’abbattimento anche in zone, come il lungarno di Bellariva, dove tali opere non sono previste» – prosegue la dott.ssa Torcini – «e comunque non spiega il perché di criteri di potatura “estrema” e capitozzatura che fin dagli anni ‘80 dello scorso secolo già gli agronomi avevano considerato brutali. Ci preoccupa molto anche l’affermazione fatta in una intervista dall’assessore all’ambiente del Comune di Firenze, secondo cui un albero è vecchio quando ha cinquant’anni» – continua Torcini – « e questa è la manifestazione più eclatante di una ignoranza delle caratteristiche della vegetazione urbana, che evidentemente induce l’Amministrazione a non tenere conto, né per le potature, né tanto meno per gli abbattimenti, delle quattro regole considerate fondamentali dagli esperti: lo stato di salute della pianta, la sua morfologia la sua biologia e fisiologia, il contesto in cui l’albero è inserito. Come credenti che considerano gli alberi anche in città parte del Creato, elementi essenziali per il mantenimento della biodiversità in ambiente urbano, non possiamo non esprimere il nostro fermo dissenso per questi interventi. Preoccupa anche che il comportamento dell’Amministrazione, che non pare tenere conto della volontà della cittadinanza che con numerosissime manifestazioni ha espresso il proprio convincimento che molti abbattimenti possano e debbano essere evitati, porti ad un clima di forte conflittualità. Sono infatti numerosi i ricorsi alla magistratura, gli esposti e le denunce di comitati e gruppi di cittadini contro l’abbattimento delle piante. D’altra parte riteniamo di dover appoggiare queste iniziative volte alla tutela del verde pubblico, senza considerare il valore economico delle piante abbattute, e del danno erariale conseguente», in una città che oggettivamente è fra le meno verdi d’Europa.

IL PROSSIMO 5 APRILE INIZIATIVA SU MARTIN LUTHER KING

Il prossimo giovedì 5 aprile alle ore 19.30 presso la Società Ricreativa «L’Affratellamento» in Via G.P. Orsini, 73 (Firenze – zona Gavinana – terzo piano) avrà luogo, a 50 anni dall’assassinio di Martin Luther King, l’evento «Ho un Sogno» non violenza, politica e lotta per i cristiani di oggi organizzato dalla Chiesa Protestante Unita, Dipartimento per la Formazione dei Ministeri; L’Affratellamento, Società Ricreativa di Ricorboli e il Centro Culturale di Scienze Umane e Religiose (CECSUR). Introduce Luigi Mannelli, Presidente dell’Affratellamento. Intervengono: Saverio Scuccimarri, pastore avventista e Redattore Capo delle edizioni ADV; don Raffaele Palmisano, parroco cattolico di S. Maria a Ricorboli; il prof. Giuseppe Marrazzo, docente di omiletica alla Facoltà Avventista di Teologia; l’on. Valdo Spini, Presidente della Fondazione Rosselli e membro del Concistoro valdese di Firenze e Marco Lazzeri, della Comunità Meditazione Interreligiosa di Firenze. Modera il pastore Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita.
L’ingresso è libero, a seguire è previsto un rinfresco ad offerta.

Informazioni: www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgwww.affratellamento.it
389/8858211 – 055/6814309 – pastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org

Per il volantino dell’iniziativa clicca qui.

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA INDICE UNA SERATA DI PREGHIERA PER IDY DIENE, SENEGALESE UCCISO DALLA FOLLIA RAZZISTA A FIRENZE

Venerdì 9 marzo alle ore 21 presso la Società “L’affratellamento” di Via G.P. Orsini, 73 (zona Gavinana) avrà luogo una veglia di preghiera per commemorare Idy Diene, l’uomo senegalese ucciso da un folle razzista italiano lo scorso 5 marzo sul ponte Amerigo Vespucci nel pieno centro di Firenze. La veglia è organizzata dalla Chiesa Protestante Unita «Agape» di Firenze.
«Siamo sconvolti e immensamente tristi che un fatto del genere sia potuto accadere nella nostra città – dice Andrea Panerini, pastore della Chiesa Protestante Unita di Firenze e Decano nazionale della stessa confessione – e proprio per testimoniare la nostra vicinanza alla comunità senegalese e africana abbiamo voluto indire questa serata di preghiera per commemorare Idy e contro tutti i razzismi. Anche nella nostra città è passato il messaggio che il problema sono gli ultimi tra gli ultimi, gli immigrati e non il capitalismo internazionale, il fatto che 8 persone detengano la ricchezza e le risorse di metà del pianeta, una classe politica inetta e corrotta. Proprio nel mese che si avvia a commemorare il cinquantesimo anniversario dell’uccisione di Martin Luther King (la Chiesa Protestante Unita ha organizzato un convegno per la sera del prossimo 5 aprile, ndR) come cristiani e cristiane dobbiamo mandare un forte messaggio contro la violenza, il razzismo e ogni forma di discriminazione con cui l’uomo esclude l’uomo dal Creato indiviso di Dio.»

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA DI FIRENZE ESCLUSA DAL CONSIGLIO DEI PASTORI CON MOTIVAZIONI OMOFOBE E PERCHÈ «SCISMATICA»

La Chiesa Protestante Unita «Agape» di Firenze non potrà essere membro a tutti gli effetti del Consiglio dei Pastori del capoluogo toscano. Questa la decisione dell’organismo intra-protestante, comunicato dopo quasi un anno dalla richiesta della denominazione, fondata nel 2016.
La Chiesa Protestante Unita era osservatrice nel Consiglio dei Pastori dalla primavera del 2015, dopo un’accesa discussione soprattutto circa le benedizioni delle coppie omosessuali e aveva richiesto di farne parte a pieno titolo nel gennaio del 2017.
«La risposta alla nostra domanda è arrivata solo il 20 dicembre 2017, sotto nostra reiterata sollecitudine, e non è stata certo una grande manifestazione di ecumenismo – spiega Marta Torcini, Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze. Ci è stato contestato di essere scismatici, per la nostra separazione dalla MCC, avvenuta su temi dottrinali e non etici, ci è stato manifestato il “disagio” di alcuni per il nostro tipo di comunicazione, incentrato sulla benedizione matrimoniale delle coppie omosessuali. Sulla base di queste considerazioni siamo stati ammessi solo come osservatori senza diritto di voto, una posizione che già ricoprivamo all’interno di detto Consiglio, nel quale invece avevamo chiesto l’ammissione a pieno titolo.»
Il Consiglio dei Pastori è formato da un gran numero di Chiese protestanti e evangeliche, sia dell’area storica (valdesi, luterani, battisti…) che conservatrice (come gli avventisti) ed evangelicale (pentecostali di varia provenienza, comunità dei Fratelli…).
«Abbiamo interpretato questa risposta – prosegue Torcini – per quello che di fatto è: un rifiuto di ammissione. Infatti non abbiamo ben compreso che senso abbiano gli aspetti “scismatici” che ci sono stati contestati: la separazione dalla MCC è stata del tutto consensuale, e conseguente alle nostre posizioni dottrinali più “ortodosse” rispetto a quelle della MCC, soprattutto sul Credo Niceno (questione trinitaria) e sulla Confessione augustana (salvezza per sola fede), e non ha dato luogo ad alcuna frattura ma a una reciproca constatazione di lontananza su tali questioni, mentre abbiamo continuato a collaborare su questioni etiche dove vi sono visioni condivise. Riteniamo poi che l’uso della parola “scismatico”, che ha una definizione storica ben precisa e che è citato in maniera molto vaga dal regolamento del Consiglio, è stato usato del tutto impropriamente. I membri della nostra Chiesa hanno provenienze molto articolate (dal cattolicesimo romano, dal veterocattolicesimo, dal protestantesimo “storico”, dall’evangelicalismo…), com’è normale in una nuova formazione che intenda accogliere persone in ricerca di una dimensione religiosa e spirituale che corrisponda ad esigenze interiori, e compete solo agli organismi della nostra Chiesa. Inoltre i nostri punti di riferimento dottrinali e teologici, tra gli altri, sono la Confessione Augustana, i due Catechismi di Lutero, la dichiarazione Teologica di Barmen, il Credo Apostolico, il Credo Niceno – Costantinopolitano e la nostra Dichiarazione di Fede che è perfettamente “ortodossa” se non “conservatrice” da un punto di vista protestante. Perciò a nostro avviso, se una Chiesa che ha questi punti di riferimento viene considerata scismatica da un consesso protestante, temiamo che si debba riconsiderare in profondità il concetto di cristianesimo protestante, dal momento che nel Consiglio siedono rappresentanti di chiese che possiamo definire cristiane e protestanti solo con notevoli acrobazie teologiche. Abbiamo avuto inoltre l’impressione che l’aspetto che è stato definito “scismatico” sia, in realtà, una manifestazione di ipersensibilità nei confronti dei nostri membri, alcuni dei quali hanno lasciato Chiese protestanti storiche membri del Consiglio per unirsi a noi.»
Il rifiuto dell’ammissione a pieno titolo con motivazioni omofobe e accuse di essere scismatici ha fatto – come era prevedibile – arrabbiare tutto l’ambiente che è attorno alla Chiesa Protestante Unita sia a livello locale che nazionale. Il Rev. Andrea Panerini, Decano nazionale e pastore della Comunità fiorentina, interpellato ha commentato laconicamente: «È una faccenda molto triste e grave, oltre che ingiusta nei nostri confronti, non solo a livello istituzionale ma anche personale. È meglio che non aggiunga altro: sono profondamente addolorato.»
Risulta evidente che la Chiesa Protestante Unita ha sempre fatto della benedizione matrimoniale delle coppie gay un proprio punto di forza e di evidenza nella propria comunicazione pubblica: si deve però rilevare che nel Consiglio dei Pastori di Firenze vi sono posizioni analoghe nella componente “storica” come quella valdese e luterana che – sottolinea Torcini – « hanno ammesso nei loro ordinamenti la benedizione delle coppie omosessuali ricevendone facili consensi a mezzo stampa e la qualifica di “progressisti”. Non dobbiamo certo rendere conto a nessuno della scelta del nostro tipo di comunicazione: in questa circostanza possiamo solo prendere atto che queste riserve sono tali solo per i nuovi membri e non per chi fa già parte del Consiglio. Una osservazione etica di questo tipo, però, per noi ha un solo nome: omofobia.»
Uno dei capisaldi dell’ecumenismo in generale e di questo infra – protestante in particolare, potrebbe essere una massima di Agostino d’Ippona: “In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas” (nelle cose necessarie unità, nel dubbio libertà, in tutto carità).
«Abbiamo avuto la netta impressione – prosegue Marta Torcini nella lettera di risposta che il Presbiterio della Chiesa Protestante Unita ha inviato in data 3 gennaio – che all’interno del Consiglio dei Pastori di Firenze non vi sia unità nelle cose veramente importanti (come la dottrina), non vi sia vera libertà di culto e certamente non abbiamo letto parole di carità cristiana nella risposta. Alla luce di queste considerazioni – conclude Torcini – il nostro Presbiterio ha pertanto deliberato di non accogliere la decisione di ammetterci quali osservatori con diritto di parola, ma non di voto: non riteniamo infatti opportuno per la coerenza della nostra Chiesa essere identificati e farci rappresentare da un organismo nel quale non avremmo avuto alcuna vera voce in capitolo, ma del quale avremmo dovuto accettare comunque le decisioni. Riteniamo che, per il momento, sia più realistico mantenere ciascuno la propria piena libertà di azione in attesa che questioni di politica ecclesiastica e personali siano risolte con l’aiuto del tempo, della preghiera e della meditazione della Parola di Dio.»

(Il carteggio citato nel presente articolo è disponibile presso il Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze).

IL 1° DICEMBRE BANCHETTO INFORMATIVO PER LA GIORNATA MONDIALE SULL’HIV/AIDS

In occasione della Giornata mondiale di lotta sull’HIV/AIDS, la Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze organizza il prossimo 1° dicembre dalle ore 10.00 alle ore 19.00 in piazza Bartali (presso Centro Commerciale Ipercoop di Gavinana) un banchetto informativo sulla prevenzione circa questa terribile malattia, sulla lotta alla discriminazione nei confronti delle persone sieropositive e la distribuzione gratuita di materiali e presidi sanitari.
Info: www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgpastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org – 389/8858211

Per scaricare il volantino del banchetto clicca qui

Per scaricare il volantino nazionale clicca qui

IL PASTORE PANERINI ELETTO PER IL SETTENNATO 2017-2024

Il 25 giugno scorso si è riunita l’Assemblea di Chiesa della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze che ha discusso ampiamente dei bilanci e dell’attività svolta dal settembre 2016 approvando la relazione presentata dal Presbiterio uscente e rimarcando la necessità di una più ampia opera di evangelizzazione, diaconia e cura spirituale e invitando alla cautela circa i rapporti ecumenici, viste la miserevole condizione dell’ecumenismo, anche intra-protestante.
L’Assemblea ha successivamente votato l’elezione del proprio pastore, essendo la prova pastorale del Rev. Panerini scaduta a fine aprile con la propria ordinazione definitiva al Sinodo nazionale e ha eletto lo stesso Rev. Andrea Panerini pastore per il settennato 2017-2024 con un solo astenuto. Il Rev. Panerini è anche Decano Nazionale della Chiesa Protestante Unita e regge ad interim anche le sedi pastorali di Terni e Roma.
E’ stato anche rinnovato il Presbiterio che, al netto di integrazioni e dimissioni, dovrà reggere la Chiesa nel prossimo quinquennio 2017-2022: Marta Torcini (Moderatore), Andrea Panerini (Vicemoderatore, pastore e membro di diritto), Francesco Benozzi (Segretario) e Alessandro Naclerio (Membro).