75 ANNI DAL MARTIRIO DI DIETRICH BONHOEFFER

Il prossimo 9 aprile ricorreranno i 75 anni dal martirio di Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano e uno dei massimi teologi del XX secolo, impiccato per ordine diretto di Hitler il 9 aprile 1945 a pochi giorni dalla fine della seconda guerra mondiale. Mercoledì 8 aprile alle ore 21.30 diretta streaming di una conferenza di Andrea Panerini e Marta Torcini dal titolo «La voce di Bonhoeffer oggi: riflessioni e letture» promossa dalla Chiesa Protestante Unita e dal Circolo Culturale Evangelico “Buon Pastore”. La diretta sarà usufruibile da tutti nella pagina della neonata Web Tv della CPU «Agape Tv» attraverso la pagina Facebook http://www.facebook.com/agapetv1 e sarà caricata sul canale Youtube “Chiesa Protestante Unita Nazionale“.

Qui è possibile leggere una biografia del grande teologo, animatore della Resistenza cristiana al nazismo.

IL 31 OTTOBRE PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO LIBRO DI ANDREA PANERINI

Mercoledì 31 ottobre verrà presentato in anteprima nazionale il nuovo libro di Andrea Panerini «Semper Reformanda? Per un (nuovo?) protestantesimo» (La Bancarella editrice, 2018) nell’ambito dell’iniziativa «Passato e futuro della Riforma protestante» che avrà luogo, appunto, il 31 ottobre prossimo alle ore 19 presso il Circolo Teatro L’Affratellamento di Ricorboli in via G.P. Orsini, 73 a Firenze (zona Gavinana – Firenze Sud). Vi sarà un saluto e contributo di Luigi Mannelli, presidente de “L’Affratellamento”, presenterà e modererà Marta Torcini, moderatore del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze. Interverranno, oltre all’Autore, anche Marco Lazzeri, dell’Associazione “Vivere l’Etica”, don Raffaele Palmisano, parroco di S. Maria a Ricorboli e Gabriele Sbrana, storico.
L’evento è organizzato dalla Chiesa Protestante Unita di Firenze, dalla Società Ricreatica “L’Affratellamento” di Ricorboli Circolo ARCI, dal Centro Culturale Evangelico “Buon Pastore”, dall’Associazione “Vivere l’Etica” e dal John Knox Institute di Lugano.

Questo volume vuole essere una seria, schietta e anche dolorosa analisi di quello che oggi è il protestantesimo “storico” (ovvero quello che si richiama ai Riformatori del XVI secolo e a talune correnti del Risveglio quali il metodismo) in Italia. Un’analisi critica che, al tempo stesso, vuole dare una visione propositiva, la stessa visione propositiva che mi ha animato, assieme a molti altri fratelli e sorelle, nella costituzione della Chiesa Protestante Unita. Questo volume non è un documento ufficiale né del Concistoro né, tanto meno, del Sinodo della Chiesa Protestante Unita, ma desidera essere un contributo personale per dare un quadro della situazione, unito a ciò che di nuovo si può fare, a quello che si può recuperare dalla spiritualità dei Riformatori e della Chiesa antica, anche queste realtà che, come ogni storico ben sa, non sono state scevre da problemi, scismi, personalismi e controversie. (dalla Premessa)

Andrea Panerini è nato a Piombino (Livorno) nel 1983 e risiede a Firenze. E’ laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Firenze e in Teologia presso la Facoltà Valdese di Roma. Pastore e Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, denominazione luterana di lingua italiana, è Direttore del Dipartimento di Studi biblici e teologici del John Knox Institute di Lugano e, nello stesso istituto, è docente di Storia della Chiesa e di Teologia pratica. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia e saggistica tra cui “Litanie arabe” (La Bancarella, 2010), il saggio storico “Elementi così sospetti e poco desiderabili” (La Bancarella, 2012) e il pamphlet “Italia, paese cristiano?” (La Bancarella, 2012) È considerato uno dei massimi esperti del pensiero religioso di Mazzini in Italia ed ha pubblicato numerosi volumi di saggistica e di poesia tra cui segnaliamo la curatela dei volumi di Mazzini «L’Italia, l’Austria e il Papa» (La Bancarella, 2005) e «Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi» (Claudiana, 2011), il capitolo “Il Dio di Mazzini” nel volume «Mazzini. Vita, avventure e pensiero di un italiano europeo» (Silvana, 2013) curato da Giuseppe Monsagrati e Anna Villari oltre all’ultimo volume «Mazzini e Lamennais. La spiritualità del Progresso» (La Bancarella, 2016). Nel 2016 ha anche pubblicato “Fede cristiana e orientamenti sessuali” per i tipi dell’editrice calabrese Doxa. Ha diretto dal 2006 al 2015 la rivista “Il libro volante” e nel 1999 ha fondato la rivista “Il Foglio Letterario” assieme, nel 2003, alle Edizioni Il Foglio. E’ Direttore editoriale delle Edizioni Buon Pastore (EDB) di Firenze e dirige, per l’editrice La Bancarella, le collane “Opere dello Spirito” e “Mazziniana”.

Per ordinare il libro:
– scrivere all’editore: labancarella@aruba.it
– ordinare su IBS.it (tra qualche giorno)
– Libro CO. Distributore in Toscana ed Umbria
– a Firenze presso la Libreria Claudiana di Borgo Ognissanti.

IL PROSSIMO 5 APRILE INIZIATIVA SU MARTIN LUTHER KING

Il prossimo giovedì 5 aprile alle ore 19.30 presso la Società Ricreativa «L’Affratellamento» in Via G.P. Orsini, 73 (Firenze – zona Gavinana – terzo piano) avrà luogo, a 50 anni dall’assassinio di Martin Luther King, l’evento «Ho un Sogno» non violenza, politica e lotta per i cristiani di oggi organizzato dalla Chiesa Protestante Unita, Dipartimento per la Formazione dei Ministeri; L’Affratellamento, Società Ricreativa di Ricorboli e il Centro Culturale di Scienze Umane e Religiose (CECSUR). Introduce Luigi Mannelli, Presidente dell’Affratellamento. Intervengono: Saverio Scuccimarri, pastore avventista e Redattore Capo delle edizioni ADV; don Raffaele Palmisano, parroco cattolico di S. Maria a Ricorboli; il prof. Giuseppe Marrazzo, docente di omiletica alla Facoltà Avventista di Teologia; l’on. Valdo Spini, Presidente della Fondazione Rosselli e membro del Concistoro valdese di Firenze e Marco Lazzeri, della Comunità Meditazione Interreligiosa di Firenze. Modera il pastore Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita.
L’ingresso è libero, a seguire è previsto un rinfresco ad offerta.

Informazioni: www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgwww.affratellamento.it
389/8858211 – 055/6814309 – pastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org

Per il volantino dell’iniziativa clicca qui.

COSÌ DICE IL SIGNORE: «RITORNATE A ME CON TUTTO IL CUORE» (GIOELE 2,12): MESSAGGIO DEL DECANO PER LA QUARESIMA 2018

LUTERO… 500 ANNI DOPO: IL 31 OTTOBRE UNA SERATA ALL’AFFRATELLAMENTO

Martedì 31 ottobre alle ore 19 presso la Società Ricreativa “L’Affratellamento” – Circolo ARCI di via Giampaolo Orsini, 73 (zona Gavinana – Sala del Teatro al Piano Terra) avrà luogo l’evento “Martin Lutero… 500 anni dopo” in occasione del cinquecentenario dell’affissione delle 95 tesi, punto di partenza della Riforma protestante. L’iniziativa è organizzata dalla Chiesa Protestante Unita (Decanato nazionale e Comunità “Agape” di Firenze) e dalla Società Ricreativa “L’Affratellamento” – Circolo ARCI.
Dopo cinquecento anni l’attualità del pensiero di Lutero e l’importanza storica della Riforma protestante è poco nota alle masse del nostro paese ma non meno essenziale, con gli errori, le glorie, le guerre, il progresso e le mistificazioni che possono circondare un evento così fondamentale per la storia della civiltà occidentale: un momento di profonda rottura e ripensamento dentro la civiltà europea, nonostante gli attuali tentativi di ecumenisti e giornalisti di depotenziare il suo messaggio per renderla inoffensiva al potere, passato e presente. E infatti Lutero scriveva: “Il mondo è come un contadino ubriaco; non si fa tempo ad aiutarlo a montare in sella da una parte, che subito cade dall’altra”.
Dopo il saluto di Luigi Mannelli (Presidente della Società Ricreativa “L’Affratellamento”) interverranno la professoressa Lucia Felici (Docente di Storia della Riforma all’Università di Firenze), il reverendo Andrea Panerini (Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita), il reverendo Saverio Scuccimarri (pastore avventisa e Capo-Redattore delle Edizioni ADV) e il dottor Gabriele Sbrana (studioso del rapporto tra Lutero e la figura di Satana). L’ingresso è libero ed è previsto un apericena ad offerta.
Info: http://www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgpastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org – 389.8858211

Per scaricare il volantino clicca qui

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

Ovvero:
perché abbiamo deciso di fondarne una e non ne siamo pentiti

I problemi della società contemporanea potrebbero in qualche misura riassumersi in questo: l’epoca neoliberista in cui stiamo vivendo è una “….età in cui il capitalismo avanza senza essere frenato da nessun conflitto ben organizzato politicamente soprattutto (per) l’imporsi di un governo unico delle passioni”.
Secondo le tesi esposte da Ginsborg e Labate (2016), il neoliberismo ha ormai per decenni solleticato e sviluppato le nostre passioni – il consumo, l’apparire, il competere – così profondamente e così abilmente che pur di soddisfarle siamo disposti ad accettare politiche che un tempo avremmo rigettato, la riduzione dei diritti, la competizione a tutti i livelli. Siamo divenuti così succubi che accettiamo senza discutere proposte politiche povere di idee e di pluralismo, purché possiamo pensare di poter soddisfare le ambizioni, anzi le passioni, indotte in noi nell’ultimo mezzo secolo. Noi infatti vogliamo essere competitivi, vogliamo pensarci imprenditori di noi stessi, vogliamo avere come obiettivo primario l’arricchimento individuale.
In ambito politico “…l’uso ideologico delle passioni positive (serve principalmente) ad addolcire la pillola delle conseguenze brutali di decisioni economiche e politiche nella nostra vita quotidiana. Il loro uso non serve a rafforzare gli spazi di critica politica ma ad anestetizzarli”. Insomma “il neoliberismo governa non solo l’economia ma anche le passioni nel consumo, nel tempo libero, nel culto del narcisismo, persino nella vita politica”.
Tutto questo può esprimersi in modo più comprensibile dicendo che la società contemporanea ha sfruttato le nostre giuste passioni e ambizioni (la voglia di fare politica, l’impegno nell’associazionismo, il desiderio di migliorare noi stessi e la nostra condizione), trasformandole in desideri egoistici ed esclusivi. La politica non si fa più anche per soddisfare la nostra ambizione di esprimere noi stessi, ma esclusivamente per questo, dimenticando che essa ha prima di tutto come obiettivo il benessere della collettività; l’impegno nell’associazionismo non è più dono del nostro temo e delle nostre capacità agli altri, ma spazio per arrampicarsi socialmente in posizioni di un qualche, a volte tanto, potere; l’ambizione non è più una passione che stimola i nostri comportamenti migliori, ma i peggiori, che ci spinge a sgomitare calpestando tutto e tutti per raggiungere i nostri obiettivi.
Le Chiese possono considerarsi al riparo da questa evoluzione della società contemporanea? Mi piacerebbe, ma temo proprio di no. Anzi, probabilmente è proprio nelle Chiese che queste passioni “pilotate” dal neoliberismo si esprimono al peggio. Nelle Chiese infatti domina l’idea che quello che viene fatto è nell’interesse di una “comunità di Cristo”, per cui chi agisce in quest’ottica si sente sostanzialmente assolto nel proprio agire dalla giustificazione che tutto viene fatto “nell’interesse della Chiesa”.
Ma di quale tipo di chiesa stiamo parlando? Che ci si rivolga alla Cattolica Romana o alle varie denominazioni protestanti, l’idea che domina è quella dell’Istituzione con la I maiuscola, della struttura umana con regole, codici, discipline, tradizioni scritte e non scritte; organismi di gestione, di guida, di amministrazione, sempre più numerosi, presieduti da pastori, coordinatori, sacerdoti, vescovi ecc. ecc. Se si agisce nell’interesse della Chiesa così intesa ci si sente assolti, si ricevono i complimenti dei vertici istituzionali, siamo a posto con la nostra coscienza.
Le conseguenze però non mancano e si vedono. Soprattutto in alcune confessioni e denominazioni, la Chiesa come corpo di Cristo, cioè la Comunità, ne risente pesantemente. L’allontanamento dei giovani, le chiese vuote con pochi fedeli anziani ai culti, l’invecchiare e l’esaurirsi degli entusiasmi, il malcontento diffuso che fatica ad esprimersi per stanchezza e delusione, sono il risultato di questa evoluzione negativa, che ha condotto all’abbandono della cura pastorale per trasformarla in imposizione di regole avulse ormai da qualsiasi radicamento spirituale. A questa trasformazione, mi duole dirlo, sono convinta che abbia contribuito, in alcune chiese in particolare, l’aumento consistente, anche rispetto al numero di membri di chiesa, del gettito economico attraverso l’otto per mille. L’arrivo di così tanto denaro ha probabilmente trasformato i cuori, dando una vertigine di potere che non può non aver lasciato tracce e questi effetti sono tanto più visibili tanto più le Chiese che usufruiscono di questi molti denari sono piccole minoranze.
Del resto non fu Lutero che chiamò il denaro “lo sterco del diavolo”? E non sempre perché si siano insinuate nella gestione disonestà o corruzione, ma per il semplice esercizio del potere (che non esclude purtroppo anche un certo grado di familismo e clientelismo, effetti visibili e malefici di questo ripiegarsi su se stessi e sulle proprie ambizioni e conseguenza del neoliberismo).
Le Chiese si sono focalizzate su come spendere questo denaro, su come amministrarlo, su una gestione economica che ha sopravanzato di molto l’aspetto spirituale e pastorale. Le Chiese in questo modo si sono sclerotizzate, tendono alla conservazione delle posizioni anziché alla loro messa in discussione, e hanno così perduto quello che io considero un prezioso plusvalore rispetto a partiti e associazioni: la Chiesa intesa come comunità cristiana è infatti principalmente ricchezza spirituale, dove i conti certamente si fanno ma sempre avendo ben presente che l’obiettivo primario non è il pareggio di bilancio, ma la diffusione dell’Evangelo e la serenità delle comunità.
Insomma, soprattutto nel mondo protestante l’ecclesia reformata semper reformanda si è trasformata dapprima in una ecclesia mater reformationis e poi in una ecclesia mater et magister.
In questo contesto qual’è la condizione del credente e dell’ateo in ricerca che si sono avvicinati alla Chiesa (una qualsiasi delle nostre chiese protestanti), cercando conforto spirituale, solidarietà, accettazione della diversità, spirito fraterno? E’ la condizione di chi riceve per l’ennesima volta una profonda delusione.
Se le voci critiche interne alle chiese vengono estromesse senza tanti complimenti, se i nuovi che arrivano non trovano accoglienza vera e disponibile, se la ricerca della spiritualità viene frustrata dai personalismi e dagli egoismi, se infine si creano nelle chiese le scale sociali (chi c’è sempre stato e chi arriva ora, chi può permettersi un certo livello di contributo e chi non può permettersene alcuno ecc.) ecco, chi si avvicina, se ne va anche velocemente.
Dopo queste considerazioni, per rispondere alla domanda iniziale, la necessità di una nuova chiesa, devo spiegare cosa è accaduto a noi e perché abbiamo deciso di costituire la Chiesa Protestante Unita.
Siamo stati avvicinati da varie persone, reduci da deludenti, se non addirittura dolorose esperienze in Chiese tradizionali e consolidate (da quelle cattoliche a quelle protestanti per arrivare alle evangelicali), che hanno iniziato a partecipare alle nostre riunioni, alle nostre preghiere, che hanno cominciato a parlare di se stesse trovando ascolto e attenzione. Hanno fatto richieste e proposto iniziative e idee. Hanno anche raccontato perché non si erano trovate bene altrove, hanno detto o fatto capire chiaramente cosa cercavano. Era lo stesso che cercavamo noi, primo piccolissimo nucleo della nuova chiesa: un ritorno alla spiritualità, all’ascolto, al non parlarsi addosso, al dare importanza a ciò che davvero ce l’ha. Non lo “stile” del culto (a me piace molto sobrio, calvinista, il nostro pastore a Firenze non esita a metterci qualche elemento metodista o luterano), non “candele sì, candele no” e neppure “responsorio sì, responsorio no” perché non sono queste le cose che contano. E neppure toga si o toga no, il cane che ti accompagna alle letture sì o no (da noi i cani e tutti gli animali sono benvenuti, sono creature di Dio e nostri fratelli e sorelle). Quello che conta sono i nostri rapporti con le persone che ci circondano, che si avvicinano a noi, impostati secondo la nostra relazione con Dio. Le nostre passioni insomma riportate in un ambito comunitario: condivisione, chiarezza, rispetto, uguaglianza e compassione, empatia, al di là dei ruoli, delle professioni e del censo di ciascuno. Va bene anche difendere il patrimonio spirituale e teologico della Riforma ma senza diventare (come molte Chiese istituzionalizzate hanno fatto) i nuovi scribi e farisei di una tradizione fine a se stessa o usare questa tradizione come schermo (spesso volutamente forviante) per tradizioni che nulla hanno a che vedere con la Scrittura e gli scritti dei riformatori. Lutero è ancora attuale, a patto di non fossilizzarlo in un passato che non è suo ma che può fare comodo alle istituzioni.
Una chiesa così non l’avevo ancora trovata. Sì, penso proprio che una nuova chiesa fosse necessaria.

Marta Torcini

Le citazioni sono tratte da: P. Ginsborg – S. Labate, Passioni e politica, Torino, Einaudi, 2016.

Il 31 ottobre conferenza su Lutero con cena e film

riformaSabato 31 ottobre alle ore 17.30 presso la Casa del Popolo di Settignano (Via S. Romano, 1), in occasione della Festa della Riforma, la Comunità cristiana “Agape” – Chiesa della Comunità Metropolitana di Firenze (CCM/MCC) con il suo Dipartimento di studi biblici e teologici organizza la conferenza “Chi conosce Martin Lutero? Il riformatore tra storia e attualità”. Interverranno Saverio Scuccimarri (pastore della Chiesa Avventista di Firenze), Marta Torcini (Vicemoderatore della Chiesa della Comunità Metropolitana di Firenze), Gianpaolo Pancetti (Chiesa Veterocattolica) e don Alfredo Jacopozzi (responsabile culturale dell’Arcidiocesi cattolica di Firenze). Modera Andrea Panerini (pastore della Chiesa della Comunità Metropolitana di Firenze).
In Italia la figura di Lutero (1483-1546) è quasi del tutto sconosciuta, se non denigrata nonostante le varie aperture ecumeniche. Questa conferenza ha lo scopo di far conoscere anche a un pubblico non specialistico la figura del Padre della Riforma protestante e di come altre confessioni lo considerino oggi a quasi 500 anni di distanza e quale importanza abbia avuto nella costruzione del mondo moderno.
A seguire, alle ore 20 cena vegana con gli amici animalisti di “Restiamo animali” (prenotazioni su http://www.restiamoanimali.it) e alle ore 21.30 proiezione del film “Luther” (USA 2003, regia Eric Till con Joseph Fiennes, Alfred Molina, sir Peter Ustinov)

luther

Dibattito alla Festa di Rifondazione Comunista di Riotorto (Piombino)

Lunedì 24 agosto alle ore 21 avrà luogo a Riotorto (Piombino) presso la Festa di Liberazione (PRC) alla Pinetina il dibattito “Lo stesso amore, gli stessi diritti, lo stesso sì!” con Luca Mazzinghi Presidente L.E.D. Libertà e Diritti Arcigay comitato provinciale di Livorno, Andrea Panerini pastore della Chiesa della Comunità metropolitana di Firenze, Francesco Renda Rifondazione Comunista Toscana, Francesca Lenzi, giornalista collaboratore de “Il Tirreno”. Coordina Stefano Galieni, Giornalista Rifondazione Comunista.

Grazie, professor Vallauri!

Quando i filosofi adottano l’ermeneutica biblica di Topolino.

Postiamo qui una risposta di Giampaolo Pancetti, ministro dell’Eucarestia della Chiesa vetero-cattolica, alla conferenza del professor Luigi Lombardi Vallauri, esponente di spicco del mondo laico, iniziativa organizzata dall’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva” e moderata dal nostro pastore Andrea Panerini. Il professor Lombardi Vallauri era risultato molto provocatorio nei confronti della fede e dell’autorità stessa della Bibbia.

Per leggere l’articolo di Giampaolo Pancetti clicca qui. (PDF)

Papa Francesco: le diversità sessuali come la bomba atomica

Il pastore Panerini: farneticazioni pericolose di coloro che non annunciano l’amore di Dio

Bergoglio ci ricasca. Dopo le uscite assai discutibili sulla libertà di satira, anche verso la religione, torna a far discutere l’affermazione del Papa della Chiesa cattolica romana circa le diversità di genere e di orientamento sessuale. Nel libro “Papa Francesco: questa economia uccide” il Vescovo di Roma paragona le armi di distruzione di massa alle diversità sessuali e alle teorie gender: «Pensiamo alle armi atomiche – dice Bergoglio – alla possibilità di annientare in pochi istanti un numero molto alto di esseri umani. Pensiamo anche alle manipolazioni genetiche, alla manipolazione della vita o alla teoria gender, che non riconoscono l’ordine del creato». Affermazioni che lasciano basiti ed indignati numerosi cristiani, al di là dell’accordo o meno su alcune ideologie gender.
«Farneticazioni pericolose – afferma Andrea Panerini, pastore della Chiesa della Comunità Metropolitana di Firenze (MCC Firenze), congregazione molto vicina al mondo LGBTQ – che rilevano quanto sia superficiale e ipocrita la presunta “svolta” progressista nei palazzi vaticani e l’elezione dell’attuale vescovo di Roma come un’abile operazione di marketing religioso. Queste frasi di grande durezza sono rivolte a persone, i trans e gli omosessuali, che già soffrono ogni giorno sulla propria carne marchiata a fuoco la discriminazione, l’omofobia anche fisica, il rigetto, in molti casi, anche delle famiglie di origine. Dio ti ama così come sei, questo noi ci sentiamo di dire come comunità di discepoli di Gesù cercando di accogliere tutti e tutte. Non c’è dubbio che Cristo si sarebbe seduto a tavola con loro e non con gli alti prelati che rappresentano i farisei con il loro parlare di legge e non dell’amore di Dio per tutti e tutte. Ci sono molti credenti cattolici che non condividono queste rigide posizioni del magistero vaticano – conclude Panerini – e che invece sono aperti all’accoglienza e al dialogo. A queste ci rivolgiamo per un percorso di vero e autentico ecumenismo e chiediamo l’aiuto del Signore perché apra con il Suo Spirito le menti e i cuori di coloro che ancora si ostinano a voler scegliere chi può e chi non può essere accolto.»

Pensiero di Quaresima

quaresimaSiamo in Quaresima, tempo di penitenza e di digiuno. Penitenza significa infliggerci qualche pena, della quale l’uomo non può far senza per aver diritto alla sua cena. Digiuno significa non essere intemperante nel cibo, ma usare equilibrio in ogni cosa, quindi anche nell’alimentazione; accettare ingiurie e percosse immeritate per amore di Cristo che subì Passione e Morte per amore nostro; distaccarsi dai piaceri della carne, pensando alle umiliazioni che Gesù dovette subire denudato sulla croce.
Noi, poveri derelitti tutti quanti, quando ci sentiamo un po’ malfermi in salute incominciamo a capire chi siamo, che abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Del resto nel Corpo mistico siamo tutti legati come lo sono i grani della corona del rosario.
Se si cammina insieme si costruisce senza crolli e scoraggiamenti, perché l’uno sostiene l’altro. Se hai fatto qualcosa di bene continua a considerarti amico di Cristo. Sta infatti scritto: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Gesù considera i Suoi amici come eredi del Suo Regno. Se Gesù ha sacrificato per noi il Suo Corpo e il Suo Sangue perché abbiamo peccato, cosa ci darà per averLo amato?
Gesù, prima della Sua vita pubblica si ritirò nel deserto a pregare per quaranta giorni e quaranta notti per chiedere luce e forza per la salvezza delle anime. Superò anche le forti tentazioni del diavolo. Tutto ciò per dare esempio all’uomo povero peccatore. Prima della Sua Passione e Morte si ritirò a pregare nel Getsemani per chiedere forza al Padre per salire il Calvario. Ha pregato così: «Padre, se vuoi, allontana da Me questo calice! Tuttavia non sia fatta la Mia, ma la Tua volontà» (Lc 22,42). E un Angelo Lo confortò.
Che quadri meravigliosi ci ha lasciato Gesù in eredità da meditare! Quanto grande è stata la Sua obbedienza al Padre. Pensiamo a quanto Gli sarà costato lasciare il Suo lavoro apostolico tra le genti per morire e versare tutto il Suo Sangue sulla croce. Questo ci dice che Dio gradisce di più l’immolazione di noi stessi che le nostre opere.
Dio è forza che avvampa e che sconvolge, che nobilita, che converte e che santifica. Sia il fuoco che la bufera servono per farti rimanere nell’eterna primavera di Cristo, virgulto fiorito che darà i frutti nell’estate abbondante, quando presso di te chi avrà fame potrà saziare le sue brame di vita eterna. Era necessario che Cristo morisse perché l’uomo non morisse in eterno.
È risorto, Lui, il Maestro impeccabile, la Purezza infinita, dopo d’aver pianto ed esser stato abbeverato di mirra e d’aceto, perché ogni anima bevesse alla Sua fontana e si cibasse, almeno a Pasqua, del Suo Corpo e del Suo Sangue, dopo essersi lavata nel Sacramento della Riconciliazione. Deponi la zappa, il martello, il piccone, la penna, l’ago e la scopa, il pennello, e ogni pensiero umano di tribolazione passeggera. Ruba un po’ di tempo al tempo, e svegliati! E decidi presto per il bene dell’anima tua. Sii fedele imitatore di Cristo e conservatore della tua vita, quella vita che non ti verrà tolta dalla morte. Talvolta ti vendi a poco prezzo. Stai a discorrer tanto per risparmiare un poco nelle compere materiali, e poi vendi te stesso e non te ne curi affatto di ciò che dovrebbe essere l’unico pensiero della tua vita: la salvezza dell’anima. Fratello e sorella cerca di risparmiare il tempo che usi per cose inutili e rifletti un po’ di più sui mezzi da prendere per migliorare il tuo spirito.