DAL 31 AGOSTO A FIRENZE IL TERZO SINODO NAZIONALE DELLA CHIESA PROTESTANTE UNITA

Assise sull’evangelizzazione e la comunicazione, Treviso e Palermo nuove comunità con due nuovi candidati pastori

FIRENZE – Sabato 31 agosto e Domenica 1° settembre avrà luogo a Firenze presso il Circolo Teatro “L’Affratellamento di Ricorboli” (Via G.P. Orsini, 73) il terzo Sinodo nazionale della Chiesa Protestante Unita. L’assise, che riunisce tutte le comunità sparse in Italia, si aprirà Sabato 31 alle ore 14.30 con il Servizio Divino di apertura presieduto dal Decano Rev. Andrea Panerini, nel corso del quale verrà ordinata come nuova Predicatrice laica la Dr.ssa Marta Torcini. Il versetto scelto per questo Sinodo è «Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”» e gli argomenti trattati, tra i tanti, si soffermeranno in maniera particolare sull’evangelizzazione e la capacità comunicativa della Chiesa.
Durante i lavori verranno introdotti e presentati i due nuovi candidati al ministero pastorale: il primo, l’ex magistrato e avvocato Guido Travaglioni, 65 anni, che ha richiesto la prova pastorale a Treviso, ha già avuto esperienze pastorali nel suo passato ed è professore di Latino, Greco biblico ed Ebraico presso il Seminario Presbiteriano Riformato di Città del Messico. Il secondo candidato, Davide Romano, 47 anni, palermitano, giornalista pubblicista, scrittore è fondatore e socio dell’Editrice “La Zisa” di Palermo. Al Sinodo sarà proposta la costituzione di due nuove comunità locali, appunto, a Treviso e a Palermo.
Il Sinodo nazionale della Chiesa Protestante Unita, che terminerà il 1° settembre alle ore 15.30 con il Servizio Divino di chiusura, si riunisce ogni anno per il governo della Chiesa e per eleggere il Decano e il Concistoro Nazionale (ogni 5 anni). Il Sinodo è la massima autorità terrena della Chiesa, essendo Gesù Cristo l’unico Capo della Chiesa, ed è l’unica assemblea deputata a discutere e votare i documenti di fede, teologici ed etici e sorveglia circa l’operato degli altri organismi ecclesiastici.

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA ADERISCE E PARTECIPA AL TOSCANA PRIDE DI PISA

FIRENZE – Il Decanato Nazionale della Chiesa Protestante Unita e la comunità locale “Agape” di Firenze aderiscono al Toscana Pride che si svolgerà il prossimo sabato 6 luglio a Pisa con la sfilata a partire dalle ore 16. Il Decano nazionale, Rev. Dr. Andrea Panerini – la cui autorità corrisponde all’incirca a quella di un vescovo nazionale per come è descritto nel Nuovo Testamento – rimarca l’importanza di questa adesione e indirizza la sua solidarietà alla comunità LGBTQ vittima di reiterati attacchi nelle ultime settimane. «Aderiamo con forza e convinzione al Toscana Pride di Pisa, manifestazione tanto più necessaria in quanto si svolge in un periodo molto triste e inquietante per i diritti individuali, sociali e umani in Italia e in Toscana» ha dichiarato Panerini. «Sono triste e inquietato del fatto che le amministrazioni comunali di Pisa e Piombino – recentemente passate ad un colore politico di destra estrema – abbiamo ritirato il proprio patrocinio anche in quanto piombinese di nascita mentre rilevo positivamente il fatto che il Sindaco di Firenze dopo anni di incomprensibili dinieghi abbia deciso di far sfilare il gonfalone del Comune capoluogo della Regione per quanto sui diritti civili e non tutti i partiti, anche quelli che governavano in precedenza hanno delle pesanti responsabilità» prosegue il Decano della Chiesa Protestante Unita. «In passato ho anche avuto delle personali remore sulla partecipazione da cristiano a queste manifestazione, pensando che non siano i luoghi più appropriati per una evangelizzazione e un discorso religioso. Alcuni dissensi restano, come per la Gpa (Gravidanza per altri) che il nostro Sinodo del 2018 ha dichiarato di non condividire e per alcune impostazioni politiche ed organizzative, ma ci siamo convinti che il Pride sia comunque un luogo di incontro, discussione, liberazione e libertà con tante componenti che vengono da posti lontani e che convergono per i diritti e la dignità degli esseri umani, argomenti a cui nessun cristiano in coscienza può rimanere insensibile. Ho sempre respinto le offese e le obbiezioni su presunti “carnevali” e “oltraggi al pubblico pudore” che esistono solo nella menti bigotte che ben poco hanno assimilato dell’insegnamento di Gesù Cristo e che invece assistono impassibili alla perdita in mare di vite umane con responsabilità dei governanti.»
Il Decano Panerini sarà presente alla sfilata con una delegazione della Chiesa toscana e altri simpatizzanti. «Nostro Signore ci ha detto: “Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6) e fin quando i Pride saranno manifestazioni contro la violenza verso gli esseri umani e il Creato, contro il capitalismo e l’oppressione e a favore della dignità di ciascuno e ciascuna noi ci saremo con la nostra presenza critica», conclude Andrea Panerini.

La Chiesa Protestante Unita – denominazione luterana di lingua italiana, conservatrice nella dottrina e progressista nell’etica – ha cinque comunità locali dal nord al sud d’Italia e alcune centinaia di aderenti.

UN CONGRESSO CARICO D’ODIO

Il Decano della CPU Panerini sul Congresso delle famiglie di Verona: «Dove c’è amore, lì c’è Dio»

«Si rimane sempre dolorosamente sorpresi da come alcuni esseri umani prendono la Parola di Dio, che è Parola di amore per tutti e tutte, e la bestemmiano nella maniera più abietta». E’ questo il primo commento che il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita – Rev. Andrea Panerini – dedica al «Congresso mondiale delle famiglie» che si terrà dal 29 al 31 marzo prossimi a Verona, organizzato da sigle dell’intolleranza confessionale e da politici vicini al clerico-fascismo. «Sono stato incaricato dal nostro Concistoro nazionale (l’organismo nazionale esecutivo della Chiesa Protestante Unita, ndr) di esternare tutta la nostra disapprovazione per iniziative come questa – prosegue Panerini – che spaccano la società, seminano odio e discriminazione senza indicare l’unico vero nemico delle famiglie – che siano “tradizionali”, arcobaleno o di altro tipo – ovvero il sistema capitalistico in cui ci troviamo, un sistema che è contro qualunque valore religioso o laico di amore e solidarietà. Dove c’è amore, lì c’è Dio – conclude il Decano della Chiesa Protestante Unita – che si tratti di una coppia eterosessuale, omosessuale, unigenitoriale o di altro tipo. Il Dio che si è incarnato in Gesù Cristo non guarda la “tradizionalità” del rapporto ma l’amore fecondo che esiste tra le persone e la loro fede in un Creatore che ama indistintamente tutte le sue creature».

A Firenze il 28 gennaio si ricordano le leggi razziali

In occasione della Giornata della Memoria il Centro Culturale Evangelico “Buon Pastore”, la Società Ricreativa “L’Affratellamento” di Ricorboli, il Decanato nazionale della Chiesa Protestante Unita con il patrocinio della Sede italiana del John Knox Institute di Lugano organizzano l’evento «Elementi così sospetti e poco raccomandabili». Le leggi razziali in Italia (1938-1945) presso la Società Ricreativa “L’Affratellamento” in Via Giampaolo Orsini, 73 a Firenze lunedì 28 gennaio alle ore 21. Dopo i saluti di Luigi Mannelli (Presidente dell’Affratellamento) vi saranno gli interventi della professoressa Lionella Neppi Modona della Comunità ebraica di Firenze, della professoressa Valeria Galimi dell’Università di Firenze e del pastore Andrea Panerini, storico e Decano della Chiesa Protestante Unita. Marta Torcini leggerà brani sulla Shoah.

Per informazioni: http://www.affratellamento.ithttp://www.chiesaprotestanteunita.org – 055.6814309 – 389.8858211

DOMENICA 23 SETTEMBRE A FIRENZE IL SERVIZIO DIVINO PER GLI ANIMALI E IL CREATO

Domani alle ore 16 presso l’area cani dei Giardini di Via del Mezzetta (Coverciano) avrà luogo il Servizio Divino per gli animali e il Creato, iniziativa di culto pubblico organizzata dalla Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze, giunta alla quarta edizione e che intende recepire le direttive del Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) circa il “Tempo del Creato”. Predicherà il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, Rev. Andrea Panerini.
«Il cristianesimo è generalmente visto come una religione di dominio dell’uomo sul Creato e sugli animali – dice Marta Torcini, Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita di Firenze – ma noi invece sappiamo che la Bibbia dà delle precise indicazioni: il Creato appartiene a Dio, come tutti gli animali e noi esseri umani, all’umanità è attribuita una funzione di amministrazione e abbiamo davanti agli occhi i risultati disastrosi di questa gestione umana. Il capitalismo ha sempre più acuito i già difficili rapporti tra persone umane e persone animali, sfruttando i più deboli da ambo le parti. La nostra annuale iniziativa – conclude Torcini – vuole ribadire che non tutte le Chiese sono uguali, che è possibile un cristianesimo ecologista ed animalista, che gli animali partecipano alle tribolazioni ma anche alla salvezza del Creato.»

«NO ALLA GPA, AD ESCLUSIVISMI DENOMINAZIONALI E ALLE POLITICHE MIGRATORIE DEL GOVERNO»

Il secondo Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha chiuso i lavori e vengono rese note le decisioni e gli atti

FIRENZE – Si è concluso il secondo Sinodo nazionale della Chiesa Protestante Unita che ha discusso di vari temi, tre dei quali hanno sovrastato gli altri: l’Evangelizzazione, i rapporti e ecumenici e la Gravidanza per altri (Gpa). Sull’Evangelizzazione il Sinodo ha preso atto delle attuali gravi difficoltà che percorrono la cristianità a partire da una diffusa ignoranza, anche tra i credenti, della Parola di Dio e dei principi basilari della dottrina cristiana invitando gli organismi esecutivi a realizzare strategie che non tengano solo conto dei pur importanti nuovi mezzi di comunicazione e social media ma anche un vero ritorno ai rapporti interpersonali nell’atto evangelizzatore.
Per quanto riguarda i rapporti ecumenici si è dovuta affrontare una serie di sgradevoli situazione di rifiuto e di ostilità da parte di altre denominazioni protestanti, si ritiene per la stessa natura della Chiesa Protestante Unita che si configura come una nuova frontiera del protestantesimo. Per evitare fraintendimenti ed esclusivismi confessionali, l’atto n.9 dichiara che «il Sinodo ribadisce che l’uso delle parole “protestante” e “luterano” non sono esclusive di nessuna chiesa od organizzazione, riguardando solo concezioni di fede. La Chiesa Protestante Unita si dichiara “Chiesa Luterana di lingua italiana” in conformità con la propria Dichiarazione di Fede del 2016 e le altre confessioni e documenti di fede contenuti nel proprio Statuto.» mentre sui rapporti con le altre chiese protestanti “storiche” con cui condivide pure la maggior parte dell’eredità di fede e dei documenti teologici, con un forte documento (atto n.11) «il Sinodo, alla luce dei recenti accadimenti, delle posizioni, insinuazioni e risposte ufficiose e scortesi, prende atto del rifiuto della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) e delle sue chiese costituenti alla nostra richiesta di avere uno status di “osservatore” nella loro organizzazione, con motivazioni non solo incomprensibili e poco fraterne, ma soprattutto  attualmente lontane dalle pratiche evangeliche, dalle posizioni della Sacra Scrittura e deviate dalle Confessioni di Fede della Riforma e dalle posizioni dei Riformatori. Ribadisce la fedeltà della nostra Chiesa alle Confessioni di Fede della Riforma e ai precetti evangelici. Il Sinodo reputa inoltre inutili e poco prudenti altri approcci con la FCEI e le sue chiese costituenti.» Dichiarazione che, sicuramente, rappresenta un fatto importante nel mondo evangelico italiano.
Parlando invece della Gravidanza per altri (Gpa), che, probabilmente, rappresenta l’elemento giornalistico di maggior interesse il Sinodo ha recepito in gran parte la corposa relazione della Commissione istituita lo scorso marzo su questo tema e  ha deliberato di non essere preconcettualmente ostile a questa pratica in sé ma alle modalità con cui viene applicata nel nostro mondo globalizzato e dominato dal capitalismo. L’atto n.18 infatti recita: «Il Sinodo, a proposito della Gravidanza per altri (Gpa), dichiara di condannare sempre e comunque lo sfruttamento del corpo delle donne e il commercio dei bambini, in ogni modo mascherato, e il sistema capitalistico come promotore di questo sfruttamento. Inoltre la Gpa è una pratica discriminatoria per via della questione di classe che esiste tra le coppie. Gli esseri umani non possono mai costituire parte di un contratto di compravendita. Il Sinodo, in ogni caso, esclude qualunque forma di discriminazione nei confronti delle coppie, soprattutto LGBTQ, che decidono di intraprendere questa via e soprattutto nei confronti dei bambini nati con questa pratica.»  Di seguito vi sono degli atti che appoggiano senza riserve l’adozione delle coppie dello stesso sesso e il matrimonio egualitario.
Infine, per quanto riguarda l’attualità politica, nel rispetto degli elementari diritti umani e valori evangelici, il Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha criticato in modo molto netto l’operato dell’attuale governo circa l’immigrazione: «Il Sinodo, considerata la politica dell’attuale Governo sugli esseri umani che attraversano il Mediterraneo per fuggire da guerra e povertà, deplora il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’operato del Governo tutto come opposto ai principi di solidarietà ed umanità e condanna l’uso partitico del Vangelo in un contesto politico che ne rappresenta le nemesi

STRAGE DI ALBERI A FIRENZE: LA CHIESA PROTESTANTE UNITA SI SCHIERA CONTRO LE POLITICHE DELL’AMMINISTRAZIONE

FIRENZE – «Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce la loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare.» Questa citazione da Brecht sembra essere il paradosso più vicino a quanto sta accadendo nella città di Firenze. Dopo decine di anni di incuria, l’Amministrazione comunale ha improvvisamente deciso di occuparsi del verde pubblico, con criteri che non si comprendono: ormai da mesi vengono infatti tagliate indiscriminatamente piante centenarie, sia sane che malate, effettuate potature che lasciano solo scheletri pronti non per una rigenerazione del verde ma per l’abbattimento, eradicazioni, in tutti i viali, strade, parchi e piazze. Interventi massivi, operati considerando gli alberi alla stregua di “arredi urbani”, come le panchine, le fontane e i pali della luce. «Siamo estremamente preoccupati per un intervento che non tiene conto del fatto che gli alberi sono esseri viventi, che contribuiscono alla qualità dell’aria in città, al clima e alla temperatura» dichiara la Presidente del Presbiterio della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze e responsabile nazionale della tutela del Creato per la stessa Chiesa, dott.ssa Marta Torcini. «La giustificazione addotta dall’Amministrazione, la necessità degli abbattimenti per far posto ai cantieri della tranvia e dell’alta velocità, è per noi insufficiente a spiegare l’abbattimento anche in zone, come il lungarno di Bellariva, dove tali opere non sono previste» – prosegue la dott.ssa Torcini – «e comunque non spiega il perché di criteri di potatura “estrema” e capitozzatura che fin dagli anni ‘80 dello scorso secolo già gli agronomi avevano considerato brutali. Ci preoccupa molto anche l’affermazione fatta in una intervista dall’assessore all’ambiente del Comune di Firenze, secondo cui un albero è vecchio quando ha cinquant’anni» – continua Torcini – « e questa è la manifestazione più eclatante di una ignoranza delle caratteristiche della vegetazione urbana, che evidentemente induce l’Amministrazione a non tenere conto, né per le potature, né tanto meno per gli abbattimenti, delle quattro regole considerate fondamentali dagli esperti: lo stato di salute della pianta, la sua morfologia la sua biologia e fisiologia, il contesto in cui l’albero è inserito. Come credenti che considerano gli alberi anche in città parte del Creato, elementi essenziali per il mantenimento della biodiversità in ambiente urbano, non possiamo non esprimere il nostro fermo dissenso per questi interventi. Preoccupa anche che il comportamento dell’Amministrazione, che non pare tenere conto della volontà della cittadinanza che con numerosissime manifestazioni ha espresso il proprio convincimento che molti abbattimenti possano e debbano essere evitati, porti ad un clima di forte conflittualità. Sono infatti numerosi i ricorsi alla magistratura, gli esposti e le denunce di comitati e gruppi di cittadini contro l’abbattimento delle piante. D’altra parte riteniamo di dover appoggiare queste iniziative volte alla tutela del verde pubblico, senza considerare il valore economico delle piante abbattute, e del danno erariale conseguente», in una città che oggettivamente è fra le meno verdi d’Europa.

IL PROSSIMO 5 APRILE INIZIATIVA SU MARTIN LUTHER KING

Il prossimo giovedì 5 aprile alle ore 19.30 presso la Società Ricreativa «L’Affratellamento» in Via G.P. Orsini, 73 (Firenze – zona Gavinana – terzo piano) avrà luogo, a 50 anni dall’assassinio di Martin Luther King, l’evento «Ho un Sogno» non violenza, politica e lotta per i cristiani di oggi organizzato dalla Chiesa Protestante Unita, Dipartimento per la Formazione dei Ministeri; L’Affratellamento, Società Ricreativa di Ricorboli e il Centro Culturale di Scienze Umane e Religiose (CECSUR). Introduce Luigi Mannelli, Presidente dell’Affratellamento. Intervengono: Saverio Scuccimarri, pastore avventista e Redattore Capo delle edizioni ADV; don Raffaele Palmisano, parroco cattolico di S. Maria a Ricorboli; il prof. Giuseppe Marrazzo, docente di omiletica alla Facoltà Avventista di Teologia; l’on. Valdo Spini, Presidente della Fondazione Rosselli e membro del Concistoro valdese di Firenze e Marco Lazzeri, della Comunità Meditazione Interreligiosa di Firenze. Modera il pastore Andrea Panerini, Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita.
L’ingresso è libero, a seguire è previsto un rinfresco ad offerta.

Informazioni: www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgwww.affratellamento.it
389/8858211 – 055/6814309 – pastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org

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IL 1° DICEMBRE BANCHETTO INFORMATIVO PER LA GIORNATA MONDIALE SULL’HIV/AIDS

In occasione della Giornata mondiale di lotta sull’HIV/AIDS, la Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze organizza il prossimo 1° dicembre dalle ore 10.00 alle ore 19.00 in piazza Bartali (presso Centro Commerciale Ipercoop di Gavinana) un banchetto informativo sulla prevenzione circa questa terribile malattia, sulla lotta alla discriminazione nei confronti delle persone sieropositive e la distribuzione gratuita di materiali e presidi sanitari.
Info: www.chiesaprotestanteunitafirenze.orgpastore@chiesaprotestanteunitafirenze.org – 389/8858211

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ASSEMBLEA DI CHIESA IL 25 GIUGNO

Il Presbiterio della Chiesa Protestante Unita “Agape” di Firenze

convoca

l’Assemblea annuale della Congregazione

per Domenica 25 giugno 2017 alle ore 19.30 (dopo il Servizio divino).

Ordine del Giorno

1) Preghiera
2) Relazione sulle attività e le finanze dell’anno 2016 e del primo semestre dell’anno 2017
3) Approvazione bilancio anno 2016
4) Relazione del Presbiterio sul periodo di prova pastorale del Rev. Panerini
5) Discussione aperta sui progetti, i suggerimenti e le necessità della Chiesa
6) Elezione del pastore per il settennato 2017-2024
7) Elezione del Presbiterio per il quinquennio 2017-2022
8) Varie ed eventuali

Si ricorda che per l’elezione del pastore è necessaria la maggioranza assoluta di tutti coloro che sono registrati come membri di Chiesa.
Firenze, 3 giugno 2017

Il Moderatore del Presbiterio

Dr.ssa Marta Torcini

E’ DAVVERO NECESSARIA UNA NUOVA CHIESA?

Ovvero:
perché abbiamo deciso di fondarne una e non ne siamo pentiti

I problemi della società contemporanea potrebbero in qualche misura riassumersi in questo: l’epoca neoliberista in cui stiamo vivendo è una “….età in cui il capitalismo avanza senza essere frenato da nessun conflitto ben organizzato politicamente soprattutto (per) l’imporsi di un governo unico delle passioni”.
Secondo le tesi esposte da Ginsborg e Labate (2016), il neoliberismo ha ormai per decenni solleticato e sviluppato le nostre passioni – il consumo, l’apparire, il competere – così profondamente e così abilmente che pur di soddisfarle siamo disposti ad accettare politiche che un tempo avremmo rigettato, la riduzione dei diritti, la competizione a tutti i livelli. Siamo divenuti così succubi che accettiamo senza discutere proposte politiche povere di idee e di pluralismo, purché possiamo pensare di poter soddisfare le ambizioni, anzi le passioni, indotte in noi nell’ultimo mezzo secolo. Noi infatti vogliamo essere competitivi, vogliamo pensarci imprenditori di noi stessi, vogliamo avere come obiettivo primario l’arricchimento individuale.
In ambito politico “…l’uso ideologico delle passioni positive (serve principalmente) ad addolcire la pillola delle conseguenze brutali di decisioni economiche e politiche nella nostra vita quotidiana. Il loro uso non serve a rafforzare gli spazi di critica politica ma ad anestetizzarli”. Insomma “il neoliberismo governa non solo l’economia ma anche le passioni nel consumo, nel tempo libero, nel culto del narcisismo, persino nella vita politica”.
Tutto questo può esprimersi in modo più comprensibile dicendo che la società contemporanea ha sfruttato le nostre giuste passioni e ambizioni (la voglia di fare politica, l’impegno nell’associazionismo, il desiderio di migliorare noi stessi e la nostra condizione), trasformandole in desideri egoistici ed esclusivi. La politica non si fa più anche per soddisfare la nostra ambizione di esprimere noi stessi, ma esclusivamente per questo, dimenticando che essa ha prima di tutto come obiettivo il benessere della collettività; l’impegno nell’associazionismo non è più dono del nostro temo e delle nostre capacità agli altri, ma spazio per arrampicarsi socialmente in posizioni di un qualche, a volte tanto, potere; l’ambizione non è più una passione che stimola i nostri comportamenti migliori, ma i peggiori, che ci spinge a sgomitare calpestando tutto e tutti per raggiungere i nostri obiettivi.
Le Chiese possono considerarsi al riparo da questa evoluzione della società contemporanea? Mi piacerebbe, ma temo proprio di no. Anzi, probabilmente è proprio nelle Chiese che queste passioni “pilotate” dal neoliberismo si esprimono al peggio. Nelle Chiese infatti domina l’idea che quello che viene fatto è nell’interesse di una “comunità di Cristo”, per cui chi agisce in quest’ottica si sente sostanzialmente assolto nel proprio agire dalla giustificazione che tutto viene fatto “nell’interesse della Chiesa”.
Ma di quale tipo di chiesa stiamo parlando? Che ci si rivolga alla Cattolica Romana o alle varie denominazioni protestanti, l’idea che domina è quella dell’Istituzione con la I maiuscola, della struttura umana con regole, codici, discipline, tradizioni scritte e non scritte; organismi di gestione, di guida, di amministrazione, sempre più numerosi, presieduti da pastori, coordinatori, sacerdoti, vescovi ecc. ecc. Se si agisce nell’interesse della Chiesa così intesa ci si sente assolti, si ricevono i complimenti dei vertici istituzionali, siamo a posto con la nostra coscienza.
Le conseguenze però non mancano e si vedono. Soprattutto in alcune confessioni e denominazioni, la Chiesa come corpo di Cristo, cioè la Comunità, ne risente pesantemente. L’allontanamento dei giovani, le chiese vuote con pochi fedeli anziani ai culti, l’invecchiare e l’esaurirsi degli entusiasmi, il malcontento diffuso che fatica ad esprimersi per stanchezza e delusione, sono il risultato di questa evoluzione negativa, che ha condotto all’abbandono della cura pastorale per trasformarla in imposizione di regole avulse ormai da qualsiasi radicamento spirituale. A questa trasformazione, mi duole dirlo, sono convinta che abbia contribuito, in alcune chiese in particolare, l’aumento consistente, anche rispetto al numero di membri di chiesa, del gettito economico attraverso l’otto per mille. L’arrivo di così tanto denaro ha probabilmente trasformato i cuori, dando una vertigine di potere che non può non aver lasciato tracce e questi effetti sono tanto più visibili tanto più le Chiese che usufruiscono di questi molti denari sono piccole minoranze.
Del resto non fu Lutero che chiamò il denaro “lo sterco del diavolo”? E non sempre perché si siano insinuate nella gestione disonestà o corruzione, ma per il semplice esercizio del potere (che non esclude purtroppo anche un certo grado di familismo e clientelismo, effetti visibili e malefici di questo ripiegarsi su se stessi e sulle proprie ambizioni e conseguenza del neoliberismo).
Le Chiese si sono focalizzate su come spendere questo denaro, su come amministrarlo, su una gestione economica che ha sopravanzato di molto l’aspetto spirituale e pastorale. Le Chiese in questo modo si sono sclerotizzate, tendono alla conservazione delle posizioni anziché alla loro messa in discussione, e hanno così perduto quello che io considero un prezioso plusvalore rispetto a partiti e associazioni: la Chiesa intesa come comunità cristiana è infatti principalmente ricchezza spirituale, dove i conti certamente si fanno ma sempre avendo ben presente che l’obiettivo primario non è il pareggio di bilancio, ma la diffusione dell’Evangelo e la serenità delle comunità.
Insomma, soprattutto nel mondo protestante l’ecclesia reformata semper reformanda si è trasformata dapprima in una ecclesia mater reformationis e poi in una ecclesia mater et magister.
In questo contesto qual’è la condizione del credente e dell’ateo in ricerca che si sono avvicinati alla Chiesa (una qualsiasi delle nostre chiese protestanti), cercando conforto spirituale, solidarietà, accettazione della diversità, spirito fraterno? E’ la condizione di chi riceve per l’ennesima volta una profonda delusione.
Se le voci critiche interne alle chiese vengono estromesse senza tanti complimenti, se i nuovi che arrivano non trovano accoglienza vera e disponibile, se la ricerca della spiritualità viene frustrata dai personalismi e dagli egoismi, se infine si creano nelle chiese le scale sociali (chi c’è sempre stato e chi arriva ora, chi può permettersi un certo livello di contributo e chi non può permettersene alcuno ecc.) ecco, chi si avvicina, se ne va anche velocemente.
Dopo queste considerazioni, per rispondere alla domanda iniziale, la necessità di una nuova chiesa, devo spiegare cosa è accaduto a noi e perché abbiamo deciso di costituire la Chiesa Protestante Unita.
Siamo stati avvicinati da varie persone, reduci da deludenti, se non addirittura dolorose esperienze in Chiese tradizionali e consolidate (da quelle cattoliche a quelle protestanti per arrivare alle evangelicali), che hanno iniziato a partecipare alle nostre riunioni, alle nostre preghiere, che hanno cominciato a parlare di se stesse trovando ascolto e attenzione. Hanno fatto richieste e proposto iniziative e idee. Hanno anche raccontato perché non si erano trovate bene altrove, hanno detto o fatto capire chiaramente cosa cercavano. Era lo stesso che cercavamo noi, primo piccolissimo nucleo della nuova chiesa: un ritorno alla spiritualità, all’ascolto, al non parlarsi addosso, al dare importanza a ciò che davvero ce l’ha. Non lo “stile” del culto (a me piace molto sobrio, calvinista, il nostro pastore a Firenze non esita a metterci qualche elemento metodista o luterano), non “candele sì, candele no” e neppure “responsorio sì, responsorio no” perché non sono queste le cose che contano. E neppure toga si o toga no, il cane che ti accompagna alle letture sì o no (da noi i cani e tutti gli animali sono benvenuti, sono creature di Dio e nostri fratelli e sorelle). Quello che conta sono i nostri rapporti con le persone che ci circondano, che si avvicinano a noi, impostati secondo la nostra relazione con Dio. Le nostre passioni insomma riportate in un ambito comunitario: condivisione, chiarezza, rispetto, uguaglianza e compassione, empatia, al di là dei ruoli, delle professioni e del censo di ciascuno. Va bene anche difendere il patrimonio spirituale e teologico della Riforma ma senza diventare (come molte Chiese istituzionalizzate hanno fatto) i nuovi scribi e farisei di una tradizione fine a se stessa o usare questa tradizione come schermo (spesso volutamente forviante) per tradizioni che nulla hanno a che vedere con la Scrittura e gli scritti dei riformatori. Lutero è ancora attuale, a patto di non fossilizzarlo in un passato che non è suo ma che può fare comodo alle istituzioni.
Una chiesa così non l’avevo ancora trovata. Sì, penso proprio che una nuova chiesa fosse necessaria.

Marta Torcini

Le citazioni sono tratte da: P. Ginsborg – S. Labate, Passioni e politica, Torino, Einaudi, 2016.